Chissà se l'uomo che ha inventato arbitrariamente un confine tra Russia e Finlandia si era imbattuto nel film Non Ci Resta Che Piangere con Massimo Troisi e Roberto Benigni. Già, perché anche nelle steppe russe sono stati chiesti soldi a dei migranti. Peccato che quel valico di frontiera oltre il quale avrebbe dovuto esserci la Finlandia in realtà era del tutto falso. L’uomo, originario dell’Asia centrale, aveva infatti eretto una barriera di rete metallica e alcune costruzioni nella regione boscosa che sorge non molto lontano dal confine dei due paesi.

I migranti erano quattro uomini provenienti dell’Asia meridionale e ognuno di loro aveva pagato circa 10 mila euro per essere trasportato all’interno dell’Unione Europea, in territorio finlandese. I fatti risalgono a una settimana fa quando – dopo aver mostrato loro il posto di frontiera – l’uomo ha condotto i suoi quattro clienti in una lunga camminata attraverso i boschi. A u tratto il percorso prevedeva di girare intorno a un lago portando in spalla un gommone gonfiabile, per “qualsiasi evenienza”, facendo credere ai quattro migranti che si trattasse del confine tra Russia ed Unione Europea. Dopo svariate ore di cammino, l’uomo ha abbandonato i suoi “clienti” dicendo loro che si trovavano oramai in Finlandia.

Una manciata di ore più tardi il gruppo è stato fermato quando si è trovato di fronte al vero posto di frontiera tra Russia e Finlandia. Nei giorni seguenti anche l’organizzatore della truffa è stato arrestato. Il tribunale di San Pietroburgo ha già multato i quattro migranti e ha ordinato la loro espulsione, mentre l’uomo che ha organizzato la truffa rischia al momento un processo per reati più gravi.