“Facciamo venire le scimmie e domani cerchiamo di finire” Sono frasi raccapriccianti quelle intercettate dalle Fiamme Gialle di Cosenza che questa mattina hanno eseguito oltre cinquanta misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta denominata “Demetra”. Individuati due gruppi dediti allo sfruttamento illecito della manodopera e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nella piana di Sibari. Per i caporali i braccianti erano appunto delle “scimmie” e per questo si poteva dar loro da bere l’acqua di un fosso di scolo dove venivano riempite le bottiglie: “Ai neri mancano un paio di bottiglie di acqua. Nel canale, gliele riempiamo nel canale…”, sono le parole di un soggetto intercettato al telefono che chiede come dare da bere ai lavoratori. La soluzione è una bottiglia vuota da riempire nel canale. Se operai non arrivano per tempo nei campi, subito scattavano le telefonate: “Dove sono le scimmie?”.

L0operazione della Guardia di Finanza

L’attività della Guardia di Finanza ha portato all’applicazione di 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 38 ordinanze di arresti domiciliari e 8 ordinanze di sottoposizione all’obbligo di firma. Sequestrate anche 14 aziende agricole, di cui 12 in provincia di Matera e 2 in provincia di Cosenza, per un valore stimato di quasi 8 milioni di euro, e di 20 automezzi utilizzati per il trasporto dei braccianti agricoli reclutati. Oltre 200 i braccianti reclutati e condotti sui campi in condizioni di sfruttamento, costretti a lavorare in assenza di dispositivi di protezione individuale, impiegati in turni di lavoro usuranti e costretti ad accettare condizioni di lavoro a dir poco degradanti e chiaramente non conformi alle prescrizioni  vigenti nel settore.

"Lavoratori sfruttati e lesi nella loro dignità"

“Abbiamo individuato oltre duecento lavoratori sfruttati e lesi nella loro dignità. Questa indagine mette fine ad una situazione di illegalità che rappresenta una vera e propria piaga sociale, ma anche economica, perché falsa la leale concorrenza tra le imprese e lede profondamente la dignità umana”. Ha dichiarato il Comandante della Guardia di Finanza di Cosenza col. Danilo Nastasi durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’inchiesta.