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Cosa sta facendo il Governo per liberare la bimba italiana chiusa in un orfanotrofio in Messico

Interpellata da Fanpage.it la Farnesina ha assicurato che sta seguendo il caso della bambina italiana di 10 anni chiusa in un orfanotrofio messicano “con la massima attenzione, sia attraverso costanti contatti con la madre e la nonna della bambina, che sensibilizzando le Autorità locali”. “L’Ambasciata continua a mantenere alta l’attenzione delle Autorità locali affinché la vicenda possa risolversi al più presto, nell’interesse superiore della minore”.
A cura di Davide Falcioni
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Elena e sua figlia
Elena e sua figlia

"Sin dall’inizio della vicenda della piccola" Laura (nome di fantasia, ndr) "l’Ambasciata a Città del Messico, in stretto coordinamento con l’Unità per la Tutela degli Italiani all'Estero della Farnesina, sta seguendo il caso con la massima attenzione, sia attraverso costanti contatti con la madre e la nonna della bambina, che sensibilizzando le Autorità locali".

A dirlo, interpellata da Fanpage.it, la Segreteria della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in riferimento alla storia della bambina italiana di dieci anni che da quasi sei mesi è chiusa in un orfanotrofio messicano: la piccola, alla quale viene impedito di vedere la madre, un cittadina italiana di 43 anni, versa in condizioni psico-fisiche sempre più allarmanti e di recente sarebbe arrivata a compiere atti di autolesionismo.

Del caso sono state da tempo informate le autorità italiane: "Il Console – prosegue infatti la nota della Farnesina – ha visitato la bambina al DIF (la struttura di cui è "ospite", ndr) da ultimo lo scorso settembre, ed è in costante contatto con il legale messicano che rappresenta la madre nella controversia riguardante l’affidamento della figlia. L’Ambasciata continua a mantenere alta l’attenzione delle Autorità locali affinché la vicenda possa risolversi al più presto, nell’interesse superiore della minore".

Laura, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è figlia di una 43enne trentina, Elena M., fotografa documentarista che nel 2013, dopo una burrascosa relazione con un uomo messicano nel Paese americano, partorì la sua bambina a Cles, in provincia di Trento: "La bambina – racconta la donna – è nata ed è residente in Italia, l'ho avuta e cresciuta da sola, ha solo il mio cognome ed è solo cittadina italiana". La piccola non è mai stata riconosciuta dal padre biologico.

Elena e sua figlia
Elena e sua figlia

Dopo un paio d'anni trascorsi fra Trentino e Centro America, Elena è tornata in Messico. Ed è nella città di Oaxaca che il 16 agosto 2023 la situazione è degenerata: dopo una lite familiare tra madre e figlia il giorno del compleanno della bimba, infatti, la 43enne è stata arrestata dalla polizia per violenza familiare, accusa non supportata da alcuna prova: al rilascio di Elena, avvenuto dopo poche ore, è seguito però il prelievo della figlia Laura, che è stata condotta in una struttura di Oaxaca che accoglie bambini orfani o maltrattati. La bambina dunque è da quasi sei mesi chiusa nel centro della città messicana; inizialmente ha potuto avere sporadici incontri con la madre, ma dal 17 dicembre è destinataria di una "misura di protezione" imposta da un giudice, provvedimento restrittivo che impedisce del tutto ad Elena di incontrarla e comunicare con lei. "Credo di essere a un passo dal non poter più rivedere mia figlia per anni. Da due settimane non sappiamo più niente l’una dell’altra e credo di essere ad un passo di non poter rivederla per molto tempo", spiega Elena.

La 43enne italiana fin dalle prime battute ha informato il Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Trento, dottor Fabio Biasi, che ha confermato a Fanpage.it la gravità della situazione. Biasi, già Procuratore Capo della Procura dei Minori trentina, sta seguendo la vicenda da settembre. Laura, ha spiegato, è stata sottratta alla madre con un falso pretesto orchestrato dal padre, che solo di recente – e dopo ben 10 anni – si è sottoposto a un test del Dna per il riconoscimento della potestà genitoriale.

La minore è trattenuta illegittimamente in una struttura del sistema Dif (Desarrollo Integral de la familia) di Oaxaca. Qui, conferma il garante, "le condizioni della bambina sono peggiorate. La mamma riferisce che Laura è dimagrita molto e che di recente avrebbe tentato di strangolarsi nella sua stanza con una corda dopo un litigio col presunto padre, che guarda caso ha libero accesso all'istituto a differenza della madre, a cui invece l'accesso è vietato".

Insomma, la bambina non sta bene, "bisogna fare in fretta perché venga liberata. Riteniamo che quella in corso sia una gravissima e palese violazione dei diritti della minore. Non essendoci una specifica e formale accusa alla madre, la bambina deve tornare con lei. Ho personalmente preso contatti con l'Ambasciata Italiana di Città del Messico, in particolare con il console Andrea Lay Bordoni, che mi è parso molto preparato e attento alla vicenda; abbiamo tentato di fare delle mediazioni anche con il presunto padre, ma senza risultati".

"Laura – ha concluso Biasi – va velocemente restituita alla cure della madre. Va fatto prima possibile, è già trascorso troppo tempo".

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