9 Marzo 2021
14:37

Corruzione, arrestato Alessandro Bandini, sindaco di San Vincenzo (Livorno): altri 23 indagati

Alessandro Bandini, sindaco di San Vincenzo, in provincia di Livorno, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Oltre a lui sono scattate le manette per due imprenditori della zona, padre e figlio, mentre altre 23 persone sono state iscritte nel registro degli indagati.
A cura di Davide Falcioni

Alessandro Bandini, sindaco di San Vincenzo, in provincia di Livorno, e due imprenditori edili della zona – padre e figlio – sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. La Guardia di Finanza di Livorno ha notificato questa mattina ai tre il provvedimento su ordinanza del gip, secondo cui il primo cittadino e i due complici sarebbero stati "artefici di dazioni illegittime la cui uscita dalla contabilità aziendale è stata dissimulata tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti". Per un altro indagato invece, ex segretario comunale di San Vincenzo, è stata richiesta l'interdizione dai pubblici uffici (prima dovrà sostenere un interrogatorio di garanzia davanti al gip). In tutto gli indagati sono 23, tra i quali il vice sindaco Delia Del Carlo e due assessori in carica, Elisa Malfatti e Massimiliano Roventini.

L'inchiesta della magistratura livornese ha tratto le mosse da una denuncia di un privato cittadino indignato per un permesso a costruire rilasciato dal comune di San Vincenzo che andava a modificare lo sky line sul fronte mare, autorizzando la sopraelevazione e il cambio d’uso di un ex locale commerciale adibito a ristorante. Il provvedimento era stato annullato per due volte dal Tar del Toscana perché in contrasto con le norme urbanistiche comunali. Le indagini, condotte dalla sezione di polizia giudiziaria presso la Procura e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Livorno, hanno evidenziato "reiterate condotte di ritenuto abuso edilizio, agevolate da altri comportamenti delittuosi: dal falso in atto pubblico alla corruzione, alla turbata scelta del contraente negli appalti ad opera di imprenditori e funzionari".

Secondo gli inquirenti in alcuni casi l'operato del comune di San Vincenzo sarebbe stato, secondo la prospettazione degli inquirenti accolta nell’ordinanza del gip, "diretto ad assecondare le richieste provenienti da imprenditori che hanno contribuito, con varie modalità, ad assicurare – per la rielezione del sindaco alle amministrative del maggio 2019 – un sostegno politico e finanziario nella misura del 2/3% delle somme incassate per effetto dell’aggiudicazione di lavori pubblici". È emersa, spiegano gli investigatori della Gdf, "una resilienza degli indagati alle decisioni della giustizia amministrativa, adita contro i provvedimenti contestati come illegittimi del Comune". "Onde risolvere i vizi eccepiti, infatti, sarebbero state studiate strategie tendenti ad eludere la sostanza delle norme urbanistiche", tanto che lo stesso giudice non ha escluso la compatibilità tra l’operazione urbanistica e una possibile condotta corruttiva. In altri casi, gli esponenti politici del Comune hanno tenuto condotte tali da far contestare loro di essere espressione di precisi interessi economici degli impresari assegnatari di lavori pubblici.

Tra gli episodi di corruzione contestati dalle Fiamme Gialle è emersa la percezione del 2% dell’importo di due appalti del valore di 775.000 e 169.000 euro per la realizzazione di opere pubbliche funzionali a migliorare la viabilità di accesso a un camping; condotte che sono state ritenute collegate al finanziamento della campagna elettorale per la rielezione a sindaco del Comune di San Vincenzo nel 2019 e contesto nel quale l'ente pubblico ha organizzato, per auto-promozione, lo spettacolo "Miss Livorno 2018 Miss Notte Rosa", manifestazione pagata dalla società di costruzioni dei due imprenditori ora agli arresti domiciliari.

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