Irene Coppola, sarta di Gallipoli
in foto: Irene Coppola, sarta di Gallipoli

Era cominciata il 10 marzo 2020 come un'iniziativa di solidarietà, complici un negozio da sarta poco frequentato in questi tempi di Coronavirus e la voglia della sua titolare, sarta e stilista, di fare qualcosa per dare una mano. L'idea era troppo buona però per passare inosservata. Adesso infatti anche i malati di tumore di Gallipoli avranno gratis le mascherine prodotte da Irene Coppola.

La sarta Irene si era offerta qualche giorno fa di regalare mascherine a chi ne ha bisogno. Con un post su Facebook, che ha fatto rapidamente il giro del web, ha annunciato la sua iniziativa di solidarietà e la rete ha risposto immediatamente. Un boom di richieste in poche ore da parte dei concittadini e da subito la voglia di Irene di rispondere sì a tutti quanti. Il risultato? Oltre 1000 mascherine in 24 ore.

Adesso però le richieste arrivano anche per i malati di tumore. E' stato il dottor Giuseppe Serravezza, oncologo ed ex direttore (fino a un mese fa) del reparto di oncologia dell'Ospedale del Sud Salento, a visitare questa mattina lo studio di Irene Coppola, per rifornirla del cotone speciale ad uso sanitario.

Giuseppe Serravezza, Oncologo
in foto: Giuseppe Serravezza, Oncologo

Serravezza adesso è responsabile scientifico della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, della zona di Gallipoli. L'associazione effettua l'assistenza domiciliare ai malati di tumore che sono fuori da terapie e protocolli sanitari, prendendosi cura di loro. Durante le loro visite si sono accorti dell'assenza totale di dispositivi per tutelare la salute dei malati, spesso in età avanzata e a contatto con altri familiari, proprio loro che sono più a rischio Coronavirus.

Da qui l'intuizione di fare affidamento sulla generosità di Irene.

Sebbene solo le mascherine con l’apposito filtro siano effettivamente efficaci al 100% contro il Coronavirus, queste di Irene Coppola sono maschere fatto con un tipo di cotone a trama molto fitta, perfette per essere lavate e riutilizzate dopo la bollitura “come facevano le nostre nonne”.  I tessuti utilizzabili sono la "Pelle d'Uovo" e il cotone 100% Gabardin, tessuti che, come spiega il dottor Serravezza, "sono già normalmente utilizzati per scopi sanitari". Facili da lavare e riutilizzare, le mascherine di Irene sono piaciute così tanto al Dottor Serravezza da chiederle per i malati di tumore. Irene Bongiovanni farà il lavoro gratis, la LILT metterà le materie prime.

Le mascherine in pelle d’uovo prodotte da Irene Coppola
in foto: Le mascherine in pelle d’uovo prodotte da Irene Coppola

"Coronavirus, noi non ti temiamo" dichiara Irene Coppola dal suo profilo mostrando la sua produzione. Tutte regalate. Non è la Cina ma è Gallipoli, Salento, e a chi dice che quelle mascherine non sono efficaci quanto quelle (introvabili) che si possono acquistare, il Dottor Giuseppe Serravecchia risponde che "a mio parere, queste mascherine sono ancora più efficaci di quelle in commercio, e inoltre sono lavabili, non come quelle in altri materiali che hanno una durata limitata e che teoricamente tutti dovremmo buttare dopo poche ore". Dagli abiti da cerimonia carichi di colori, stile e tessuti pregiati alle mascherine “antivirus”. Una ventina di minuti di bollitura per ripulirla e voilà, la mascherina di pelle d’uovo o Gabardin, è pronta per essere riutilizzata. Ecologica, Made in Italy, ma soprattutto utile.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837