969 morti per Coronavirus in un solo giorno. I dati del bollettino della Protezione Civile di oggi non possono che partire dal dato più pesante di tutti, dall’inizio dell’epidemia in Italia. Un dato che getta un’ombra nera su tutti gli altri numeri odierni: a oggi, 27 marzo, ci sono 86.498 contagiati (5.959 in più rispetto a ieri), di cui 10.950 guariti (+589 rispetto a ieri) e 9.134 morti (969 in più di ieri). Sono questi i numeri dell'ultimo bollettino dell'emergenza Covid-19 nel nostro Paese reso noto dalla Protezione civile nel corso del consueto punto stampa giornaliero. Stando al bilancio aggiornato, dei 66.414 casi positivi, 36.653 si trovano in isolamento domiciliare, 26.029 sono ricoverati e di questi 3.732 sono in terapia intensiva. La regione più colpita è ancora una volta la Lombardia, seguita da Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Il totale dei tamponi effettuati su tutto il territorio nazionale è di 394.079.

“I morti di oggi fanno paura”. Giovanni Forti, 25 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “Parliamo di più di 100 decessi rispetto ai 793 di sabato scorso – commenta Forti per Fanpage.it -, sia che mettiamo o non mettiamo i 50 di ieri del Piemonte. Se queste sono le proporzioni, non è più un lavoro solo per virologi ed epidemiologi, ma anche per psicologi e sociologi. Qui c’è da capire come riprendere la normalità, come elaborare un lutto collettivo enorme. Ci sarà da fare un lavoro di ricucitura sociale enorme”

Partiamo dai decessi: come dobbiamo leggere il dato di oggi?

Dobbiamo necessariamente partire dal picco dei morti in Lombardia. 541 decessi in Lombardia sono un dato enorme e questo traina la curva delle altre regioni. Però anche in Piemonte c’è stata un crescita dei decessi importante – 70, senza contare i 50 non refertati ieri – e anche in Liguria ci sono stati 51 morti, quasi 20% rispetto a quelli che ci sono stati fino a ieri.

Come mai questi numeri?

Non lo sappiamo. Forse hanno diagnosticato morti in casa, o persone a cui non era stato refertato il Coronavirus in vita. Quel che è certo, però è che la curva dei morti è in ritardo rispetto alla curva dei contagi. Quel che vediamo oggi della curva dei morti è relativo alla curva dei contagi di qualche giorno fa.

 

Oggi è anche un giorno in cui sono stati effettuati tantissimi tamponi…

In realtà il giorno record è quello di ieri: ieri c’era stato un record di tamponi, più di 36mila. Oggi ce ne sono stati 33mila, altro numero altissimo.

Dove sono stati fatti questi tamponi?

I tamponi sono stati fatti in numeri molto alti in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna che da soli valgono la metà dei test, ma hanno cominciato a farne parecchi anche Calabria, Campania, Piemonte, Puglia. C’è un inizio di testing di massa, che aumenta significativamente.

La curva dei contagi oggi cosa ci dice?

Paradossalmente, il dato dei contagi oggi non è così negativo, anzi. Nel centro sud il dato dei contagi è contenuto, tranne che in Calabria. In tutte le altre regioni – Puglia, Sicilia e Abruzzo – siamo sotto al 15%, quindi non c’è un’esplosione. Il dato dei contagi di oggi ci dice che abbiamo superato il punto di flesso. Detto questo è difficilissimo distrarci dal dato sul numero dei morti.

Il picco si avvicina, quindi?

Il picco si avvicina, è vero. Oggi in Italia c’è l’aumento percentuale dei contagi minore dall’inizio dell’epidemia. Poi bisognerà vedere quando arriverà il picco dei decessi. Se dobbiamo aspettare 15 giorni per il picco dei decessi, la proporzione di perdite di vite umane diventerà intollerabile.