Non tutte le persone che vivono nella "zona rossa" sono autosufficienti: per questo il comune isolato di Vo' Euganeo – uno dei focolai di coronavirus in Italia – ha deciso di ingegnarsi per superare le piccole difficoltà quotidiane di chi, come anziani o infermi, non può spostarsi da casa né sopportare le lunghe code ai supermercati. Oggi prenderà il via un servizio quotidiano di consegna a domicilio della spesa agli abitanti che non possono da soli raggiungere i negozi o le farmacie. Sarà svolto da alcuni cittadini che si sono offerti come volontari, in coordinamento con il Comune.

Vo' Euganeo, in provincia di Padova, è uno dei due focolai di coronavirus in Italia insieme a una più vasta area di comuni lodigiani con "epicentro" Codogno. Come il virus, che per gli esperti sarebbe comparso per la prima volta in un mercato ittico di Wuhan, in Cina, abbia potuto raggiungere la profonda provincia veneta è ancora un mistero e da giorni ci si domanda quali siano stati i collegamenti che hanno generato anche in Italia i primi casi.

A tal proposito due giorni fa Giuliano Martini, il sindaco del paese veneto, in un'intervista rilasciata su Rai Radio 1 ha dichiarato che uno dei cittadini di Vo' avrebbe avuto contatti con Codogno, la città della lombardia dove si è verificato il primo caso di contagio in Italia. "Abbiamo avuto notizia di un possibile collegamento tra Vo' e Codogno – ha spiegato il primo cittadino -, si tratta di una persona  residente nel Vicentino (un agricoltore 60enne, ndr) che avrebbe avuto contatti con gli ambienti coinvolti a Codogno dall'esplosione del contagio. Stiamo facendo ulteriori verifiche ma in questo momento è la pista che sembra più probabile per risalire all'origine del contagio". Il sindaco ha aggiunto: "Io non dico che  sia stato trovato il paziente zero per Vo', ma la ricostruzione degli  spostamenti di una persona, in un'area focolaio del virus, e i contatti avuti nei locali del nostro paese credo siano una pista che va indagata attentamente".