"Grazie a Dio non era in discoteca quella sera, non c'entra nulla. È stato con la sua ragazza tutta la notte". A parlare è la nonna del 17enne di origine sudamericana fermato dai carabinieri per detenzione di stupefacenti e indagato per omicidio preterintenzionale e lesioni dolose e colpose perché sospettato di aver spruzzato lo spray urticante nella discoteca di Corinaldo, dove venerdì sera è avvenuta una strage a margine del concerto di Sfera Ebbasta. La donna, che abita in una frazione di Senigallia, nega in realtà il fatto che il giovane sia stato fermato: "lo hanno portato via solo per chiedergli delle cose, ora è con la madre" che vive in Romagna. "Alcuni ragazzi dicono che è stato lui? Non è vero, lo sanno anche loro che non era lì". Sul possesso di droga: "era delle altre persone, lui non c'entra". "Non sono preoccupata – aggiunge la nonna – non c'entra con nessuna delle due cose".

Lo stesso 17enne, dopo essere stato fermato dai carabinieri, ha giurato di non essere lui l'incappucciato che, ripreso nei video al vaglio degli inquirenti, ha spruzzato la sostanza urticante. Lo racconta il Corriere della Sera. E per spiegare la sua presenza nella stanza del residence, che gli ha fruttato anche l'accusa di detenzione di stupefacenti, all'avvocato ha detto di essersi trovato "nel luogo sbagliato, al momento sbagliato e con le persone sbagliate".

Il minorenne è uno degli 8 indagati per i fatti avvenuti nel weekend alla discoteca Lanterna Azzurra. Gli altri 7 sono 4 titolari e tre soci della discoteca tra i quali figura anche l'amministratore delegato. Per tutti l'ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo aggravato. "Il minore è stato iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto – ha detto il procuratore Giovanna Lebboroni – a sua garanzia ma la consistenza indiziaria è tutta da verificare. È indagato per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e colpose unicamente per i fatti della discoteca. Per tali fatti non sono state disposte misure cautelari". "Il minorenne – ha continuato la Lebboroni – è stato tirato in causa da tre persone informate sui fatti e ascoltate". I carabinieri hanno ribadito il loro appello a chi era presente a fornire informazioni e materiali utili alle indagini.