Condannato terremotato “irriducibile” di Arquata del Tronto: non voleva abbandonare casa

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Condannato il terremotato “irriducibile” di Arquata del Tronto: l’uomo non voleva abbandonare il territorio e aveva trovato riparo in una struttura dei vigili del fuoco. Era stato arrestato nel 2017 perché si era opposto all’invito delle forze dell’ordine di andare nell’albergo per gli sfollati.

Enzo Rendina era stato arrestato dai carabinieri il 30 gennaio 2017 perché non voleva abbandonare, da terremotato di Arquata del Tronto, il suo territorio. L'uomo è stato fermato nel campo base dei vigili del fuoco che non voleva abbandonare. Era accusato di interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Allora, l'accusa gli è valsa allora un paio di giorni di carcere. Ora arriva la condanna a cinque mesi per il terremotato che aveva trovato riparo quel giorno nella struttura riservata ai vigili del fuoco.

Allora le forze dell'ordine avevano cercato di convincerlo a trasferirsi nell'albergo messogli a disposizione dal Comune di Arquata. Davanti all'ennesimo richiamo, gli agenti avevano cercato di portarlo via di forza e l'uomo avrebbe cercato di divincolarsi fino a quando i carabinieri non lo hanno immobilizzato e portato via per arrestarlo. L'accusa aveva richiesto la condanna di un anno, ma alla fine gli è stata confermata una pena di cinque mesi, attualmente sospesa. L'avvocato Francesco Ciabattoni aveva chiesto l'assoluzione sostenendo che Rendina non aveva infastidito nessuno e che i vigili del fuoco avevano cercato di assisterlo "al contrario degli psicologi, che lo hanno abbandonato. Doveva essere aiutato e non arrestato". Il legale ha annunciato già il ricorso in appello.

Il terremoto del Centro-Italia

Gli eventi sismici si sono verificati nel 2016 con una magnitudo di 6.0. L'epicentro era stato registrato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli e Arquata del Tronto. Le scosse hanno causato il crollo di buona parte delle strutture, con un totale di circa 41.000 sfollati, 388 feriti e 202 morti, 3 dei quali morirono per cause indirette: infarto dovuto allo spavento. Da allora era iniziata la ricostruzione e la nuova collocazione dei residenti in altre abitazioni provvisorie.

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