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Condannati a due anni i genitori di Eleonora Bottaro, morta di leucemia perché rifiutò la chemio

Confermata la condanna a due anni per i genitori di Eleonora Bottaro, la 18enne morta nel 2016 di leucemia. La ragazza aveva rifiutato la chemioterapia: per lei i genitori avevano disposto un trattamento di medicina alternativa per curare il tumore. “Dimostreremo che questa era la sua volontà” hanno dichiarato i genitori dopo la sentenza.
A cura di Gabriella Mazzeo
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La corte d'Appello di Venezia ha confermato la condanna a due anni per Lino Bottaro e Rina Benini, genitori della giovane Eleonora, morta a causa della leucemia nell'agosto 2016. La ragazza, appena 18enne, aveva rifiutato la chemioterapia prescritta dai medici. La famiglia si era sempre opposta alle cure mediche tradizionali. Per la malattia di Eleonora era stato scelto il metodo Hamer, che propone come cura per i tumori l'uso della vitamina C e la psicoterapia. Un metodo, ovviamente, che non si basa su alcuna evidenza scientifica e risulta dannoso per l'organismo. I coniugi Bottaro sono stati accusati di omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell'evento. Sono stati prosciolti in udienza preliminare per poi essere sottoposti a regolare processo dopo che il procuratore aggiunto di Padova Valeria Sanzari ha fatto ricorso.

La malattia

Nel 2015 la ragazza aveva manifestato i primi sintomi della malattia. Un anno dopo gli esami del sangue avevano confermato la diagnosi di leucemia: avrebbe dovuto iniziare la chemioterapia, ma Elena non ha mai intrapreso il percorso previsto dai protocolli medici ufficiali. La famiglia aveva subito mostrato la sua contrarietà: il padre di Eleonora, Lino, blogger fondatore del sito oggi offline "Stampa libera. Quello che la stampa di regime non dice", sosteneva che le malattie fossero una risposta dell'organismo a traumi psicologici irrisolti. Nel caso di Eleonora, a sconvolgerla sarebbe stata la morte prematura del fratello Luca avvenuta nel 2013 per un aneurisma.

Il Tribunale dei Minori di Venezia aveva sospeso la potestà genitoriale, nominando un tutore che la seguisse nelle sue cure mediche. Un'ora prima della disposizione del tribunale, però, Eleonora era stata dimessa su richiesta dei genitori e accompagnata in Svizzera per un ciclo di cure naturali. "L'unico riferimento dei Bottaro era il dottor Paolo Rossaro – ha scritto il pubblico ministero citando un medico che credeva nelle cure alternative -. Quella ragazza si poteva salvare". Nel 2016 Eleonora è morta poche settimane dopo i suoi 18 anni. Ora c'è la conferma della condanna in appello. "Dimostreremo che questa era la sua volontà" hanno dichiarato i genitori dopo la sentenza.

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