Negli ultimi dieci anni un’organizzazione direttamente legata alla chiesa di Scientology è riuscita a svolgere 293 lezioni in 167 scuole italiane, coinvolgendo oltre 17mila alunni e ottenendo il patrocinio di importanti enti pubblici, come la Camera dei deputati. Il tutto senza mai svelare la propria reale identità. Si tratta della fondazione internazionale “Gioventù per i diritti umani” (“Youth for human rights”), creata nel 2001 dalla leader scientologista sudafricana Mary Shuttleworth e la cui sede pubblica si trova nello stesso palazzo della Church of Scientology International, al numero 6331 di Hollywood boulevard a Los Angeles. Lo scopo dichiarato del gruppo, come riportato direttamente sul sito della chiesa, è quello di “sponsorizzare l’educazione sui diritti umani”.

Scientology è stata fondata nel 1954 dallo scrittore di fantascienza statunitense Ron Hubbard, il quale inizia istituendo una casta di sacerdoti in divisa per poi arrivare ad arruolare migliaia di seguaci, dai comuni cittadini alle star di Hollywood come Tom Cruise, John Travolta e Elisabeth Moss, attrice di Handmaid's Tale.

Ma i problemi non tardano ad arrivare, Hubbard è stato condannato in Francia per truffa, mentre le istituzioni di Germania, Svizzera e Belgio hanno definito Scientology "un culto totalitario". Molti fuoriusciti hanno raccontato di aver dovuto donare alla chiesa cifre esorbitanti, di essere stati costretti a rompere i rapporti con i propri famigliari e di aver subito pressioni psicologiche ai limiti del plagio. Il tutto in cambio della promessa di poter ottenere poteri sovrumani.

Travolta da numerosi scandali, Scientology per potersi diffondere nella società civile e inserirsi nelle istituzioni pubbliche ha iniziato ad utilizzare dei nomi diversi che ufficialmente perseguono scopi umanitari e richiamano al mondo dei "diritti umani".

"Vengono usate delle associazioni di facciata, – ci racconta Paolo Lugli, per 35 anni ai vertici della chiesa di Scientology ed oggi fuoriuscito – dall’esterno tu vedi solo dei ragazzi che portano avanti la bandiera dei diritti umani, in realtà è semplicemente un metodo per aprire dei varchi, entrare, mettere un cuneo nella società civile. Se loro utilizzassero subito la parola ‘chiesa di Scientology' troverebbero un impatto, una resistenza di un certo tipo. Se loro utilizzano il nome ‘cittadini', ‘comitato dei cittadini per i diritti dell’uomo', uno cosa ne sa che è Scientology o non Scientology?"

In Italia, una delle associazioni più attive tra quelle collegate a “Gioventù per i diritti umani” è “Arte e cultura per i diritti umani”, fondata a Roma nel 2009. L’organizzazione è retta dall’imprenditrice Maria Elena Martini, una scientologista storica di alto rango e il suo testimonial di punta era l’alpinista Daniele Nardi, tragicamente scomparso durante il tentativo di aprire una nuova via sul Nanga Parbat, in Pakistan, nel marzo scorso.

La chiesa di Hubbard nelle scuole italiane

Grazie anche al nome di Nardi, e all'“Alta bandiera dei diritti umani” che lo scalatore portava con sé nelle sue imprese,  l’associazione è riuscita a organizzare eventi in moltissime scuole italiane, distribuendo a migliaia di studenti di tutte le età opuscoli e dvd, ideati dalla chiesa di Hollywood. On line è possibile reperire dei video promozionali in cui si vedono centinaia di bambini seduti in classe intenti a visionare i video prodotti da Scientology sui temi dei diritti umani. Alla fine di questi incontri, i giovanissimi studenti erano chiamati a recitare il giuramento: “Prometto di restare unito con il mio gruppo per risolvere le prepotenze di chi vuole danneggiare gli altri”.

Con questo modus operandi l'associazione di Maria Elena Martini, riconducibile a Scientology, è riuscita negli ultimi dieci anni ad entrare in decine di istituti scolastici in tutta Italia. Il tutto è ben documentato anche sul  loro sito dove sono pubblicati diversi “riconoscimenti” inviati negli anni da diversi istituti tra i quali: la scuola elementare Principessa Mafalda e il liceo classico Aristofane di Roma.

A credere nei progetti didattici promossi da "Arte e cultura per i diritti umani" negli anni passati c’è stato anche il Municipio XI di Roma che in una lettera si è addirittura rivolto ai dirigenti scolastici di ogni ordine e grado della zona, consigliando loro l’adesione al progetto “Gioventù per i Diritti Umani”, assicurando inoltre che i collaboratori dell’Associazione sarebbero stati a disposizione per una conferenza introduttiva.

L’impegno messo dal gruppo della Martini nelle iniziative scolastiche è stato riconosciuto anche a livello istituzionale dalla Commissione Bilancio della Regione Lazio, che in una nota del 2014 gli dedica un lungo ringraziamento pubblico per le iniziative messe in campo dal 2009, con le quali ha raggiunto oltre 12mila studenti attraverso percorsi formativi che li hanno resi promotori dei diritti umani.

Tra le varie iniziative promosse dalla Gioventù per i diritti umani, c'è anche il concorso a premi “Un corto per i diritti umani rivolto alle medie e superiori. Soltanto nel 2019 hanno partecipato 76 cortometraggi della durata di tre minuti da altrettanti istituti d’Italia realizzati da centinaia di studenti alle prese con la telecamera.

Ma i presidi, gli insegnanti e i genitori degli alunni delle scuole coinvolte sapevano che dietro le iniziative promosse vi fosse la chiesa di Scientology? Dalle decine di istituti interrogati  la risposta è stata sempre la stessa: no. Anche Maria Elena Martini, pur con un giro di parole, ci ha confessato che: “Quando andiamo nelle scuole parliamo di diritti umani, Scientology non viene nominata”.

Molte di queste iniziative si svolgevano davanti alle telecamere della chiesa fondata da Ron Hubbard con il preciso obiettivo di creare dei veri e propri spot utili ad accrescere la fama di Scientology. Un videomaker, oggi fuoriuscito dall’organizzazione, ci racconta che per anni era andato a filmare le iniziative di propaganda organizzate nelle scuole, anche se: “Ovviamente vi era molta attenzione nel non far sapere che dietro tutto ciò vi fosse Scientology”. Il cameraman ha accettato di raccontarci il dietro le quinte di questa campagna:  “I video prodotti venivano proiettati durante i convegni internazionali di Scientology, durante i quali i membri della chiesa erano invitati a fare donazioni per supportare la campagna. Alcune serate potevano fruttare anche 10mila euro”.

Un meccanismo che negli anni ha permesso alla chiesa di ottenere un doppio ritorno a livello di propaganda e riconoscimenti, sia all’interno delle proprie fila che nella società civile. Il tutto, ovviamente, a patto che il nome di Scientology non venisse mai pronunciato. La conferma della strategia di non confessare mai l’appartenenza di queste associazioni alla chiesa americana arriva anche da un reclutatore dell’organizzazione, che ci ha svelato come bisogna avvicinare i nuovi adepti: “Quando vuoi spiegare Scientology, sembra assurdo, ma non devi parlare di Scientology. Bisogna puntare sui punti deboli della persone. Più riesci a invadere la vita privata più è facile invitarli”.

Scientology entra in Parlamento

L’iniziativa forse più eclatante tra quelle messe in campo in Italia risale al 10 dicembre 2018, quando l’associazione “Arte e cultura per i diritti umani” è riuscita addirittura a organizzare una conferenza nel cuore del Parlamento italiano, nell’Auletta di Montecitorio, con la partecipazione degli studenti di cinque istituti comprensivi di Lazio e Puglia (IC Tullio De Mauro di Roma, IC Pacifici de Magistris di Sezze, LSS G.B. Grassi di Latina, IC Paolo Ruffini di Valentano e IISS Mauro del Giudice di Rodi Garganico) e il patrocinio dei comuni di Roma, Latina, Sezze, Pico, Ponza, Ventotene, Fiuggi, Anagni, Torre Cajetani, Trivigliano, Acuto, Vico nel Lazio, Guarcino, Valentano, Terni, Grantorto e Rodi Garganico.

Non è stato possibile scoprire chi è stato a concedere gli spazi pubblici del Parlamento a quest'associazione collegata a Scientology, perché dalla Camera ci hanno fatto sapere che il documento di autorizzazione è protetto dalla "privacy". All’evento avrebbe dovuto partecipare anche il presidente della Camera Roberto Fico, il quale all’ultimo ha dato forfait.

L'emendamento della regione Lazio a favore della "Giornata dei diritti umani"

Ad essere presente, invece, era il capogruppo della Lega alla regione Lazio Angelo Tripodi, il quale proprio in quella occasione ha annunciato ai presenti di essere riuscito a fare approvare nella legge di Stabilità regionale un emendamento per istituire la “Giornata dei Diritti Umani in Lazio” mettendo a budget un finanziamento di 25mila euro per le iniziative collegate al tema. Tripodi, uomo di formazione politica di estrema destra, tanto da indossare al collo una celtica e da inneggiare al Duce sui social, ha scoperto solo negli ultimi anni la passione per i diritti umani, tanto da essersi prodigato per mesi per l’approvazione del documento e da partecipare a molte iniziative della Martini. Interrogato sulla questione, Tripodi oggi si dice del tutto estraneo ai fatti. “Non ne sapevo nulla. Evidentemente sono riusciti a prendere in giro anche me: sono stati bravi a presentarsi nel modo giusto, ottenendo il mio appoggio”.

Tripodi non è l’unico politico coinvolto nelle iniziative pubbliche del gruppo legato alla chiesa di Hubbard. Nel 2011 anche l’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva voluto firmare personalmente la bandiera dell’associazione. Non solo. Il 12 febbraio 2019 lo stemma della “Gioventù per i diritti umani” era presente presso la Sala del refettorio della biblioteca della Camera dei deputati. Solo pochi mesi fa, “L’Associazione per i diritti umani e la tolleranza Onlus”, un’altra organizzazione legata a Scientology, ha organizzato a Milano con il patrocinio della Regione Lombardia il Gala “Eroe per i Diritti Umani”. L’ultima edizione, il 28 maggio 2019, si è svolta al belvedere Jannacci all’interno del palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia.

Il ministero francese contro Scientology nelle scuole

In Italia, dunque, Scientology, sotto mentite spoglie, è riuscita ad insinuarsi nelle istituzioni pubbliche con estrema facilità. In altri paesi, invece, non ha trovato le porte delle istituzioni pubbliche così aperte, tanto che diverse istituzioni hanno denunciato pubblicamente simili tentativi di infiltrazione nel mondo scolastico.

Tra il 2006 e il 2007, in Francia, la “Gioventù per i diritti umani” era riuscita a far trasmettere le proprie clip video su alcune reti televisive per ragazzi. L’iniziativa aveva suscitato il pronto intervento della “Mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires”, che aveva reso pubblico il legame tra l’organizzazione e Scientology ottenendo l’immediata sospensione degli spot. Anche in questo caso, secondo quanto dichiarato da una delle emittenti coinvolte, i membri della “Gioventù per i diritti umani” avrebbero accuratamente evitato di menzionare i propri rapporti con la chiesa affermando invece di essere un “Ente governativo statunitense”. Il ministero dell’Educazione d’Oltralpe è tornato sull’argomento il 12 aprile 2018, con una nota dal titolo “Prevenzione e lotta contro le derive settarie” mettendo in guardia i dirigenti scolastici. Questo il chiaro avviso che mette in guardia i presidi: “L’associazione ‘Youth for human rights international' cerca di approcciare gli allievi con un dvd e un libretto sui diritti dell’uomo. Questo kit è legato a un importante movimento settario. Ricordiamo ai responsabili di avvisare gli incaricati alla prevenzione di zona”.

Gli omologhi funzionari nostrani non hanno mai adottato simili iniziative. Fino ad oggi, infatti, gli unici tentativi di resistenza alle infiltrazioni della chiesa di Ron Hubbard nelle scuole italiane sono partiti dall’iniziativa privata di alcuni genitori. L’unico esempio noto risale al 2016 quando la “Fondazione per un mondo libero dalle droghe”, un’altra delle molte associazioni legate a Scientology, era riuscita a organizzare una serie di lezioni contro l’uso degli stupefacenti presso il noto liceo Virgilio di Roma. Anche qui, stesso copione: un tema condivisibile, nessun accenno alla chiesa e soprattutto la possibilità di avere accesso a un uditorio composto da decine di studenti. In quell’occasione fu un genitore, sfogliando uno degli opuscoli distribuiti ai ragazzi, ad accorgersi che la sede della “Fondazione” si trovava presso lo stesso indirizzo della chiesa di Scientology di Los Angeles, come nel caso della Gioventù per i diritti umani. Ci fu un’interrogazione parlamentare e le lezioni furono subito sospese.

Oggi, a tre anni di distanza dai fatti del Virgilio, Scientology ha decisamente alzato il tiro: è sbarcata a Montecitorio, ha ottenuto patrocini da Comuni e Regioni, allacciato rapporti con uomini politici e personaggi pubblici e allargato il proprio target dalle decine alle migliaia di ragazzi. Il gioco, questa volta, ha funzionato a dovere.

Andrea Sceresini e Giuseppe Borello in collaborazione con il team Backstair