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Coca Cola contro CocaColla: il blog italiano costretto a chiudere

Il sito italiano che si occupa di arte, design, advertising e nuove culture è costretto a rinunciare al suo nome, troppo simile a quello della multinazionale Coca Cola: i ragazzi del blog rinunciano alla battaglia legale ma non a quella sul web. E l’hashtag #supportcocacolla vola su Twitter.
A cura di Susanna Picone
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Il sito italiano che si occupa di arte, design, advertising e nuove culture è costretto a rinunciare al suo nome, troppo simile a quello della multinazionale Coca Cola: i ragazzi del blog rinunciano alla battaglia legale ma non a quella sul web. E l’hashtag #supportcocacolla vola su Twitter.

La multinazionale Coca Cola fa guerra a CocaColla, il blog. È quanto emerge dall’editoriale scritto dal gruppo di ragazzi che nel 2010 ha aperto questo sito che si occupa di arte, design, advertising e nuove culture della rete. Un sito, appunto, e non una bevanda che ha comunque fatto arrabbiare il colosso americano. Questa storia viene raccontata direttamente dai ragazzi del blog CocaColla attraverso quella che viene chiamata una “cronistoria degli eventi degli ultimi giorni” dove hanno scritto di aver ricevuto due lettere dall’ufficio legale della Coca Cola in cui vengono sollecitati a chiudere il blog e a sospendere la pratica di registrazione del marchio. Perché? Probabilmente il consumatore poteva confondersi vista l’enorme somiglianza tra i due marchi. Somiglianza, tra l’altro, voluta e conquistata dal blog che spiega, infatti, l’origine di quel nome:

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasceva da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base, ma anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per sbaragliare la concorrenza. Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano, di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che faceva il verso proprio al soft drink più famoso del mondo. Sapevamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuta accadere.

“ Cmabia la froma ma non la sotsanza. ”
Dal blog CocaColla.it
CocaColla rinuncia alla battaglia legale contro Coca Cola – I ragazzi del sito, infatti, non si sbagliavano e spiegano che, nonostante in un primo momento avessero pensato di combattere legalmente la Coca Cola, dopo hanno deciso (anche a favore delle proprie tasche) di rinunciare a quella battaglia ma non a quella sul web. Detto, fatto. I ragazzi del blog hanno, infatti, non solo raccontato la storia attraverso il loro editoriale, precisando anche i “numeri” che il sito può vantare (2000000 di page view nell’ultimo anno, 1500000 visitatori unici, 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter), ma non hanno esitato a chiedere l’aiuto del web per raccontare e condividere il loro lavoro: “Vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla”. E basta accedere al proprio account Twitter per vedere che questa battaglia è già vinta: l’hashtag promosso dal blog CocaColla è in alto nelle tendenze italiane, in tantissimi cioè stanno cinguettando a favore del blog e contro la multinazionale Coca Cola. Il blog sarà dunque costretto a chiudere ma ne hanno certamente guadagnato in pubblicità positiva. E per gli appassionati dei loro contenuti Cocacolla promette: “Rimanete collegati, stiamo già lavorando ad una nuova identità”.
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