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Covid 19
29 Giugno 2022
08:43

“Cinque anni di restrizioni contro il Covid”: il misterioso piano cinese annunciato e poi sparito

L’annuncio aveva scatenato una ondata di proteste ma Pechino ha smentito tutto e ridotto a 3 giorni il periodo di “monitoraggio sanitario domiciliare” post-quarantena.
A cura di Antonio Palma
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“I controlli preventivi contro la pandemia covid saranno mantenuti, risolutamente e senza soste per "i prossimi cinque anni", è l’annuncio che in poche ore ha scatenato il panico tra i cittadini di Pechino prima che fosse smentito dalle autorità locali sia negli annunci che nei provvedimenti successivi.  Tutto è iniziato con un articolo del Beijing Daily, un giornale di stato cinese che, riportando le parole del segretario del partito comunista a Pechino, Cai Qi, ha annunciato che il ferreo piano anti covid applicato al momento sarebbe durato per i prossimi 5 anni.

Frasi che hanno scatenato una enorme ondata di proteste per gli standard cinesi con critiche feroci alle politiche zero covid di Pechino. Del resto la Cina da mesi fa segnare solo poche decine di casi al giorno e lunedì addirittura è stato il primo giorno in cui non sono stati segnalati nuovi casi né a Pechino né a Shanghai, due delle principali metropoli.

Dati che in occidente avrebbero spinto a riaperture senza troppi problemi ma che in Cina invece non hanno cambiato molto la politica anti covid che impone lockdown per interi quartieri per un singolo caso e lunghe quarantene obbligatorie per contatti.

Lo stesso discorso di Cai Qi aveva confermato la linea, spiegando che “Pechino renderà norma i controlli preventivi contro la pandemia, risolutamente e senza soste”. “Spezzeremo ogni catena di trasmissione del coronavirus; imporremo controlli stretti in entrata e in uscita dalla città, innalzando una barriera”, aveva annunciato l’alto dirigente del parto comunista cinese.

Il quotidiano però poi aveva aggiunto che la “normalizzazione preventiva della situazione sanitaria si attuerà per cinque anni”, pensando ai soliti piani quinquennali della politica cinese, scatenando le protese. Una levata di scusi che ha costretto il Beijing Daily a spiegare di aver citato erroneamente Cai, stretto alleato del presidente cinese Xi, che aveva promesso che la capitale rimarrà una “fortezza” nella lotta al Covid.

A stretto giro è arrivata poi anche una prima flebile apertura anche da parte del governo centrale. Pechino infatti ha ridotto della metà il periodo di quarantena richiesto per i viaggiatori internazionali e ridotto a tre giorni il periodo di "monitoraggio sanitario domiciliare" post-quarantena, rispetto ai sette giorni prima. Si tratta dunque nel primo significativo allentamento delle restrizioni anti covid da quando i casi di contagio a Shanghai e Pechino quest'anno avevano spinto a ridurre drasticamente i viaggi e l'attività economica.

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