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Chiama anziana e si finge carabiniere: il marito 84enne si insospettisce, contatta il 112 e sventa la truffa

Un uomo di 84 anni ha contattato il 112 e sventato una truffa ai danni della moglie 75enne. La donna era stata contattata da un finto carabiniere che le chiedeva denaro e gioielli. La chiamata al Nue ha portato all’arresto di una coppia di malviventi.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

È stata contattata da un finto carabiniere e, mentre al telefono lui le diceva di consegnare denaro e gioielli per aiutare il figlio rimasto coinvolto in un incidente, il marito si è insospettito e ha lanciato l'allarme al 112. Protagonisti della vicenda due coniugi di 75 e 84 anni, residenti a Perugia.

La tempestiva chiamata al Numero unico per le emergenze ha portato all'arresto in flagranza di reato di una coppia di truffatori, un 35enne e una 47enne, di origini meridionali e già noti alle forze di polizia (il primo con precedenti specifici), ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso.

A bloccare i due sono stati i Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Perugia, insieme ai militari delle stazioni di Perugia-Fortebraccio e Ponte San Giovanni.

Secondo quanto è stato ricostruito, l'84enne ha segnalato all'operatore della centrale operativa dell'Arma una telefonata sospetta in corso tra la moglie e un uomo che si spacciava per un maresciallo dei carabinieri.

Alla donna il militare stava raccontando che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale e che, per evitarne l'arresto, era necessario il pagamento immediato di una somma di denaro e la consegna di gioielli.

L'operatore della centrale operativa ha rassicurato l'uomo, fornendogli precise indicazioni su come proseguire la conversazione senza destare sospetti nello sconosciuto interlocutore, mentre le pattuglie venivano inviate d'urgenza sul posto.

I militari sono intervenuti in pochi minuti, bloccando l'uomo che aveva ricevuto la 200 euro in contanti, consegnata dalla vittima. E al termine di un breve inseguimento è stata fermata anche la presunta complice, che avendo assistito all'intervento dei miliari, stava tentando di scappare a bordo di un'auto.

I due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della compagnia carabinieri di Perugia. In seguito al rito direttissimo, il giudice del tribunale di Perugia ha convalidato l'arresto disponendo per l'uomo i domiciliari con braccialetto elettronico e per la donna l'obbligo di dimora nel comune di residenza e presentazione alla polizia giudiziaria.

Il comando provinciale dei carabinieri di Perugia ha colto l'occasione, come si legge in una sua nota, "per rinnovare l'invito alla massima prudenza, ricordando che nessun appartenente alle forze dell'ordine chiede denaro o gioielli per risolvere presunti vicende giudiziarie".

"In presenza di telefonate sospette è fondamentale non fornire informazioni personali, non consegnare mai denaro o oggetti di valore e contattare immediatamente il Nue 112, – spiegano ancora i militari – oppure rivolgersi ai presidi delle forze di polizia presenti sul territorio per consentire, come in questo caso, di predisporre mirati interventi risolutivi".

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