L'azienda Condorelli, nota per la produzione di torroncini e dolci di Sicilia, era da tempo nel mirino della criminalità organizzata e vittima del pizzo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva ricevuto diverse minacce dai clan Santapaola-Ercolano. Le organizzazioni criminali avevano cercato più volte di estorcere del denaro all'azienda, che però aveva resistito. Quando Giuseppe Condorelli si era visto recapitare un pacco contenente una bottiglia incendiaria, aveva deciso di denunciare il tutto alle forze dell'ordine. Nasce da qui l'inchiesta "Sotto scacco" che ha portato all'arresto di 40 persone. Dieci di queste sono ai domiciliari.

I tentativi di estorsione

Nel 2019, dopo aver cercato più volte di estorcere del denaro all'azienda di dolciumi, i clan avevano fatto recapitare  un pacco con un biglietto allegato. Il foglio riportava la frase "cercati un amico". All'interno della confezione vi era una bottiglia incendiaria. Giuseppe Condorelli aveva denunciato il tentativo di estorsione ai carabinieri che già stavano indagando sui Santapaola-Ercolano. Le forze dell'ordine avevano quindi deciso di procedere con le intercettazioni telefoniche. In una di queste, ora agli atti dell'inchiesta, gli affiliati Barbaro Stimoli e Daniele Licciardello parlavano dei rischi dell'estorsione ai danni di un personaggio di rilievo nazionale. I clan avrebbero quindi cambiato strategia, abbandonando ogni tentativo di estorsione per evitare di attirare l'attenzione delle autorità. Le organizzazioni criminali avevano intenzione di mettere in piedi diversi traffici illegali secondo quanto riferito anche dagli investigatori del Comando Provinciale Carabinieri di Catania. Tra questi anche il commercio di cocaina dall'Ecuador: la droga avrebbe dovuto arrivare in Sicilia nascosta in alcuni container contenenti banane.