Cassazione, stop ai giochi in asilo “se disturbano la quiete pubblica”

Quella pronunciata dalla Cassazione, relativa ad un ricorso presentato dal Comune di Trezzano sul Naviglio, è certamente una sentenza destinata a far discutere. I giudici della Suprema Corte hanno infatti imposto lo allo stop dei giochi nelle aree scolastiche, se questi disturbano i vicini. Il ricorso dell’amministrazione locale riguardava un’ordinanza che il Tribunale di Milano prima, e la Corte d’appello di Milano poi, avevano emesso per limitare ad un’ora e mezza al giorno, escluse le prime ore della mattina, il gioco e la presenza dei piccoli nell’intera area esterna del plesso scolastico, asilo nido-scuola elementare "Mauro Brutto". Un residente del comune milanese aveva lamentato disturbi a seguito dei continui schiamazzi degli alunni, circa 150, che giocavano, spensierati, all’interno del cortile.
I “rumori molesti”erano stati confermati dai rilievi eseguiti dall'Arpa che avevano accertato un superamento di 50 db dei rumori per il 90% del tempo di misurazione. Il Comune si è opposto alla decisione della Corte d'Appello di Milano sostenendo che i giudici non consentendo per più di un'ora e mezza al giorno il gioco dei bambini nell'area esterna "si è arrogata il potere di disciplinare l'uso del patrimonio indisponibile del Comune sostituendosi allo stesso nell'apprezzamento dell'interesse pubblico". Secondo i giudici della Cassazione, invece, il tribunale, "lungi dal fissare le modalità di esercizio del servizio pubblico scolastico, si è limitato ad inibire l'occupazione per scopi ludici degli spazi esterni di pertinenza della scuola nelle prime ore della mattina ed oltre il tempo ritenuto compatibile col diritto del vicino". In altre parole, secondo la Suprema Corte il giudice può imporre lo stop ai giochi rumorosi in cortile, circoscrivendoli in una fascia oraria, se le attività all'aria aperta delle scuole disturbano gli abitanti.