Chiesto il processo per i quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati di essere tra i responsabili della morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto nel febbraio del 2016. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dalla Procura di Roma che ha portato avanti le indagini chiuse lo scorso 10 dicembre proprio contro i quattro 007 egiziani.

Le accuse per i quattro agenti dei servizi segreti egiziani

Le accuse per il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Sarebbero loro i responsabili dunque del sequestro, delle torture e dell'uccisione del ricercatore friulano. In una nota la Procura capitolina afferma che "nella mattinata odierna, nel procedimento per il sequestro la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni, non essendo intervenuto alcun fatto nuovo dopo la notifica dell’avviso di conclusioni delle indagini, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del Giudice dell’udienza preliminare nei confronti dei quattro cittadini egiziani appartenenti agli apparati di sicurezza".

La posizione della Procura egiziana

Lo scorso dicembre subito dopo la chiusura delle indagini la Procura egiziana aveva fatto sapere in una nota che "non esiste una base per procedere con un procedimento penale sull'omicidio, il rapimento e l'omicidio di Giulio Regeni". Nello stesso documento viene anche spiegato che il pubblico ministero ha incaricato le agenzie investigative di continuare il loro lavoro per identificare i colpevoli, ritirando le accuse nei confronti di quattro agenti e di un poliziotto dell'agenzia di sicurezza nazionale contro i quali i carabinieri della Procura di Roma hanno avviato le indagini.