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Carrara, colf licenziata perché malata di cancro: “I miei datori di lavoro dovrebbero vergognarsi”

La donna di 67 anni ha prestato servizio per sette anni nella casa dei suoi ex datori di lavoro. Oggi, con una malattia ancora non sconfitta del tutto, può aspirare ad una pensione di 500 euro.
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Licenziata perché malata di cancro. L'assurda storia di una donna della zona è accaduta a Carrara. Un colf di 67 anni, dopo 7 anni di servizio, si è sentita dire dal suo datore di lavoro di non volere malati in casa. La donna stava guarendo da un tumore, che ancora oggi non ha del tutto sconfitto. "I miei ex datori di lavoro dovrebbero vergognarsi" dice la colf, che lavorava dal lunedì al venerdì, per sette ore al giorno e aveva contratto regolare e contributi versati. Ha prestato servizio per sette anni. Nel 2011 la donna si è ammalata, ha rischiato di fare la chemio ma subito dopo l'operazione i medici l'hanno rassicurata che dovrà essere sottoposta solo a controlli e a analisi costanti.

"Quando dovevo fare le analisi mi svegliavo all'alba per essere a lavoro" racconta la donna ricordando i tanti sacrifici fatti per i datori di lavoro. Nel 2016 è arrivato l'assurdo e ingiustificato licenziamento. Oggi a 66 anni la donna è ancora senza lavoro. All'inizio ha preso i soldi della disoccupazione, circa 500 euro, che però mese dopo mese sono diventati poco più di 300. Da agosto 2017 non sono arrivati neanche più quegli assegni di disoccupazione perché la donna, per fare una comparsa cinematografica, ha guadagnato 70 euro. Compiuti i 67 anni la donna finalmente riuscirà a raggiungere la pensione per anzianità e guadagnare almeno 500 euro, che sommati ai 600 del marito possono garantire un minimo di stabilità economica.

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