Caos voli in Grecia, tre italiani bloccati ad Atene a Fanpage.it: “Abbandonati da giorni senza acqua e aiuti”

Il blackout che ha colpito il sistema di controllo del traffico aereo greco domenica scorsa 4 gennaio non ha prodotto solo un grave allarme istituzionale sulla sicurezza dei voli, ma ha avuto conseguenze dirette e pesantissime per migliaia di passeggeri rimasti bloccati negli aeroporti del Paese, spesso senza assistenza né informazioni. Tra loro c’è anche Artemisia Riemma, 32 anni, libera professionista napoletana, rimasta ad Atene insieme alla compagna Francesca e all’amico Gennaro dopo la cancellazione del volo EasyJet EJU4154 diretto in Italia.
"Arrivati all'aeroporto intorno alle 11:30 del mattino di domenica la situazione era tranquilla. Il nostro volo è programmato per le 13:05 ma sul tabellone viene riportata un'ora di ritardo. Arrivati al gate scopriamo che il nostro volo è stato cancellato e che nessuno sa il motivo o è stato avvisato dalla compagnia, in questo caso EasyJet". Da quel momento, racconta Artemisia a Fanpage.it, "inizia il calvario". Nel giro di poche ore il numero dei voli cancellati aumenta, così come quello dei passeggeri in attesa, mentre le informazioni restano frammentarie o del tutto assenti.

Spiega la turista napoletana: "In aeroporto gli info point ci liquidano dicendo ‘non sappiamo niente di EasyJet, contattateli' ma la compagnia per ore non ci risponde". Come se non bastasse, aggiunge Artemisia, EasyJet non ha nemmeno un desk dedicato nello scalo della capitale ellenica ma si appoggia ad un'altra compagnia, che tuttavia non è in grado di fornire informazioni. Le uniche notizie parlano di un generico ripristino graduale, senza tempi certi.
Con il passare delle ore, la situazione in aeroporto diventa sempre più critica. "Passano ore e in aeroporto la situazione è ormai paradossale. File interminabili ai desk delle compagnie senza sapere se torneremo a casa. Ovviamente no". Artemisia e i suoi amici trascorrono l’intera notte nello scalo: "Rimaniamo l'intera notte in aeroporto perché ci dicono che forse verrà aggiunto un volo extra, cosa assolutamente non vera".
Nel frattempo, dall’Italia, un operatore di EasyJet comunica al telefono che il primo volo disponibile non è previsto prima del 9 gennaio e invita i passeggeri a cercare soluzioni alternative. "Veniamo abbandonati a noi stessi, EasyJet ci dice solo di prenotare un nuovo volo con qualsiasi altra società". Ma i biglietti disponibili sono pochissimi e carissimi: "Iniziano a bloccare gli acquisti dei voli per evitare gli overbooking, tra l'altro a costi folli, tipo mille euro".

Il "calvario" intanto continua: "Nessuno offre assistenza, nessuno porta dell'acqua, nessuno si occupa degli anziani lasciati seduti tutta la notte sulle sedie". Nemmeno l’intervento delle autorità diplomatiche sembra risolutivo: "Chiamiamo l'ambasciata italiana ma vi viene semplicemente detto che conoscono il problema e che deve essere gestito dall'aeroporto".
Ad oggi, 6 gennaio, Artemisia, Francesca e Gennaro sono ancora ad Atene. "Siamo ancora qui con un volo riuscito a prendere chissà come, per l'Italia con scalo, per l'8 gennaio. Preciso che siamo lavoratori, abbiamo casa e animali domestici che ci aspettano". Il biglietto alternativo è stato acquistato tra le 4 e le 5 del mattino del 5 gennaio ed è costato 144 euro a persona, un prezzo nel frattempo già salito a 230. A questo si sono aggiunte le spese per l’alloggio, circa 50 euro al giorno a testa, i pasti, la lavanderia per abiti inizialmente previsti per una vacanza di soli quattro giorni, diventati invece otto.
"Non abbiamo ricevuto nessuna assistenza da EasyJet, ci hanno solo risposto dall'Italia dicendo che non avevano altri voli fino al 9 gennaio e che se li avessimo trovati avremmo potuto prenderli con altre compagnie". Le alternative, però, erano impraticabili: "Voli con non meno di 2 scali e 13 ore per arrivare in Italia" a prezzi compresi tra 485 e 1.000 euro. Anche gli hotel convenzionati risultavano pieni e in aeroporto le altre compagnie rimandavano nuovamente a EasyJet.
Il contatto con Farnesina e Unità di crisi non cambia il quadro: "Ci hanno chiaramente detto che loro non potevano fare nulla in quanto non era una vera emergenza". Una risposta che lascia l’amaro in bocca: "Ci rendiamo conto che nello stesso momento la situazione mondiale è diventata ancora più impegnativa e che ci sono state emergenze veramente grandi, ma essere lasciati in balia di noi stessi senza sapere se il traffico aereo sarebbe o meno ripreso è stato comunque disagevole".
Un disagio che si riflette anche sulle vite personali e lavorative dei tre. "Abbiamo dovuto chiedere ad amici e parenti per un supporto economico oltre che gestire nel caso di Gennaro l'attività avendo uno staff, e nel nostro portare cibo ai gatti rimasti in casa". Una testimonianza che restituisce il volto umano di una crisi ancora avvolta da molte zone d’ombra.
Quali sono state le cause del caos negli aeroporti greci
Secondo le autorità greche, all’origine del caos ci sarebbe un grave malfunzionamento del sistema di telecomunicazioni dell’Aviazione civile, che ha provocato la perdita simultanea di frequenze radio, linee telefoniche e collegamenti dati utilizzati per il controllo del traffico aereo. Una situazione che ha portato alla sospensione preventiva dei voli per ragioni di sicurezza. Le spiegazioni ufficiali, però, sono state fin dall’inizio contraddittorie e le modalità di ripristino restano poco chiare. I sindacati dei controllori e del personale tecnico parlano di infrastrutture obsolete, carenze croniche di personale e mancanza di piani di emergenza adeguati, elementi che avrebbero amplificato gli effetti del blackout e trasformato un guasto tecnico in un caos operativo che ha travolto migliaia di passeggeri.