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24 Gennaio 2019
15:01

Calogero lotta contro un tumore aggressivo: “Troppo costose le cure all’estero, aiutatemi”

Calogero, 27 anni, siciliano, studente alla facoltà di Economia, è nel pieno della sua giovinezza: viene da un piccolo comune dell’Ennese, Nissoria, e sta combattendo contro un tumore che gli ha stravolto l’esistenza ma che non gli ha tolto né il sorriso né la voglia di vivere. Un leone che non si è lasciato abbattere nemmeno quando i medici hanno messo, nero su bianco, che il trattamento di cui avrebbe bisogno “non è effettuabile in Italia”. Ora è corsa contro il tempo per salvarlo: al via la racconta fondi.
A cura di Fabio Giuffrida
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Ha 27 anni, tutta una vita davanti, è un leone – così ce lo descrivono e lo dimostra anche la sua immagine di copertina su Facebook – al punto che ancora oggi riesce a dare forza ai suoi familiari in uno dei momenti più difficili della sua vita. Il mondo gli è crollato addosso ma lui si è subito rialzato. Calogero Gliozzo, questo il suo nome, è siciliano, studente alla facoltà di Economia di Catania, appassionato di strategie di mercato ma anche di poesia, viene da un piccolo comune dell'Ennese, Nissoria, e da quasi due anni lotta contro un terribile male, un linfoma, che gli ha stravolto l'esistenza ma che non gli ha tolto né il sorriso né la voglia di vivere. Lo ha costretto, sì, a interrompere gli studi, a viaggiare continuamente per Pavia, e non per divertimento, ma per sottoporsi alla chemioterapia che, però, non ha dato i frutti sperati.

L'unica, forse l'ultima possibilità di cura per Calogero, spiegano le sorelle Sandra e Valentina, non è altro che una terapia molto costosa. Si tratta della Car-T, un procedimento in cui alcune cellule del sistema immunitario prima vengono prelevate dal paziente, poi vengono geneticamente modificate in laboratorio – inserendo un gene che le istruisce a riconoscere le cellule cancerogene – e infine reinfuse nello stesso paziente. Una terapia che viene eseguita in alcuni Paesi, tra cui gli USA, e che potrebbe avere dei costi molto alti. Come scrive Giulio D'Alfonso della Fondazione Gimema sul sito "Ail", si parla di 475mila dollari per il trattamento della Novartis e 373mila dollari per quello della Gilead: "Una recente inchiesta di Bloomberg evidenzia come negli USA siano stati trattati solo 5 pazienti con la terapia della Gilead, ad oltre due mesi dalla sua commercializzazione. Il problema? La copertura dei costi".

Un trattamento "attualmente non effettuabile in Italia", come certificano i dottori del Policlinico San Matteo di Pavia che per Calogero hanno fatto davvero di tutto. "Data la progressione e l'attività della malattia, le tempistiche di attuazione della terapia sono molto brevi" si legge ancora sul documento. In altre parole, non c'è più tempo da perdere.

Calogero ha scoperto la malattia ad aprile 2017 al Policlinico di Milano: è stato trattato prima con 6 cicli di immunochemioterapia, poi con "chemioterapia di seconda linea per un totale di 3 cicli", infine è stato sottoposto a radioterapia. Non si è mai perso d'animo e fino all'ultimo, come un vero leone, combatterà questa difficile battaglia.

Adesso, però, c'è da superare uno scoglio più grande di lui: i costi della Car-T sono impossibili da sostenere per la sua famiglia, "fuori dalla nostra portata" come hanno spiegato le sue sorelle. Per questo motivo è stata avviata una raccolta fondi su GoFundMe o, in alternativa, un conto corrente intestato a Calogero Gliozzo. Questo l'IBAN: IT42Y0306911303100000007061 – causale “Donazione Libera a favore di Calogero Gliozzo”.

Il caso di Luca Cardillo

Era iniziata proprio così anche la battaglia di Lidia, sorella di Luca Cardillo, il ragazzo siciliano affetto da tumore maligno alla gamba destra, deceduto purtroppo pochi giorni fa. La giovane, infatti, aveva avviato una raccolta fondi e in pochissimo tempo era riuscita a registrare l'adesione di migliaia di persone. Una mobilitazione web che ha consentito a Luca di andare negli USA, di giocarsi la sua ultima carta, di rimanere aggrappato alla vita e di morire con la serenità e con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile.

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