Maltrattamenti, insulti e umiliazioni in modo "continuo e sistematico" agli ospiti di una struttura psichiatrica convenzionata. Per questo 14 operatori del centro Aias di Decimomannu, in Sardegna, sono finiti sotto inchiesta: i carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari e del Nas inn queste ore stanno notificando oro le misure cautelari della sospensione dell'esercizio del pubblico servizio, come deciso dal Gip (per alcuni di loro il pubblico ministero aveva invece chiesto l'arresto). Le accuse sono di omissione di atti d’ufficio, maltrattamenti, percosse, lesioni personali e omissione di referto.

Le indagini sono iniziate nel 2014 in seguito a una segnalazione da parte di un testimone: i militari hanno piazzato delle telecamere nascoste nella struttura e girato dei filmati. Proprio da quelle immagini – alcune delle quali scioccanti – sono arrivate le conferme delle violenze perpetrate dagli operatori. Le vittime degli abusi sono tutte persone adulte "con certificate, gravi e croniche forme di disabilità psicofisica, stabilmente alloggiate nella struttura".

A coordinare l'inchiesta è il pubblico ministero Liliana Ledda: i video, secondo l'accusa, sarebbero estremamente compromettenti e oltre ai maltrattamenti fisici ci sarebbero quelli psichici: i militari hanno accertato che nel centro Aias uomini e donne venivano spogliati completamente e lavati assieme, dentro lo stesso bagno, nella promiscuità più totale. A far scattare l'indagine è stata una denuncia da parte di una dipendente dell'Aias all'Ispettorato del Lavoro: la donna aveva presentato un esposto lamentando mesi di mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti, ma gli accertamenti avevano fatto emergere particolari ben più gravi portando all'avvio di un'inchiesta di rilevanza penale per maltrattamenti agli ospiti della struttura.