7 Dicembre 2017
16:24

Caffè Zù Totò, bloccata la pagina della vendita online delle cialde del boss Riina

La pagina per pubblicizzare le cialde di caffè dedicate a Totò Riina, creata dalla figlia Maria Concetta e dal genero Tony Ciavarello, è stata oscurata. Il sindaco di San Pancrazio Salentino: “Provocazione intollerabile”.
A cura di Susanna Picone

Le cialde del caffè “Zù Toto” della famiglia del defunto boss Riina non saranno più pubblicizzate e vendute su internet. La pagina, creata dalla figlia Maria Concetta del boss di Cosa Nostra e dal genero, Tony Ciavarello, dopo la morte del capo dei capi è stata oscurata. “Questo account risulta bloccato”, si legge sul sito di e-commerce che l’aveva ospitata. L’account risulta formalmente bloccato dal 6 dicembre. La decisione è stata presa dai gestori del sito, dopo la bufera scatenata dalla diffusione della notizia dell'iniziativa della figlia di Riina. Obiettivo della figlia di Riina era quello di vendere prodotti con un marchio che doveva celebrare il boss scomparso il 17 novembre scorso. Aziende e terreni di Riina-Ciavarello erano stati sequestrati dalla Dda perché ritenuti proventi di attività illecite e anche per questo i due coniugi avrebbero pensato di avviare una raccolta fondi per finanziare una nuova iniziativa commerciale. La questione viene tenuta costantemente sotto controllo dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi e anche dalla Dda di Lecce, che sempre ha mantenuto alta l'attenzione sulla famiglia della figlia di Riina che da anni vive a San Pancrazio Salentino.

Il lancio della pagina delle cialde Zù Totò è una “intollerabile provocazione” – Proprio dal piccolo centro nella provincia di Brindisi – dove Ciavarello sta scontando gli arresti domiciliari per una condanna per truffa relativa a fatti avvenuti a Termini Imerese nel 2009 – è arrivata la ferma condanna del sindaco Salvatore Ripa, che ha parlato di “una provocazione intollerabile, che questa comunità non vuole sopportare”. “Lavoriamo quotidianamente per affermare i concetti di legalità e rispetto delle regole e per instillarli nei giovani – ha detto il primo cittadino pugliese –  Non possiamo tollerare che tra noi esistano persone che inneggiano a un boss sanguinario”.

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