Cadavere fatto a pezzi in un appartamento a Torino, donna chiama 112: “Mio figlio ha fatto del male a una persona”
Si indaga per omicidio dopo il ritrovamento, nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre, di un cadavere in un appartamento a Torino, in via Tommaso Gulli, zona Madonna di Campagna. Secondo quanto è stato ricostruito, l'allarme è scattato intorno alle 23, dopo una chiamata arrivata al 112.
Una donna avrebbe detto: "Mio figlio ha fatto del male a una persona". Le volanti della Polizia a quel punto l'hanno rintracciata insieme al figlio. Il corpo, a quanto si apprende, era ridotto in pezzi e nascosto in alcuni grossi sacchi neri nel bagno della casa.
Accanto c'erano dei coltelli, in un secchio. Secondo quanto è dato sapere, la vittima sarebbe stata massacrata a coltellate e bastonate. Sarebbe stato il figlio della donna che ha telefonato al 112 a indicare ai poliziotti dove si trovava il cadavere.
Raggiunto questo secondo appartamento, i poliziotti hanno trovato i resti umani. I poliziotti, entrati nell'abitazione, hanno avvertito un forte odore acre.
L'uomo ucciso, in via di identificazione e che avrebbe circa 40 anni, non risulta residente nell'appartamento in cui è stato trovato cadavere. La Polizia sta ascoltando una serie di altre persone per tentare di ricostruire con esattezza l'accaduto.
"Verso le undici e mezza sono sceso coi cani, c'erano quattro o cinque volanti della polizia, più dei militari, con le sirene spente. Verso le 2.30 erano ancora qui, ho sentito che stavano indagando su un omicidio o un morto. Quando hanno aperto la porta, si è sentito odore di cadavere, un po' nauseabondo. Verso le 5 c'era ancora la scientifica".
Lo ha raccontato un residente dello stabile in cui nella notte è stato trovato il cadavere. "Conoscevo di vista la signora che abitava lì, aveva anche lei un cane. Qualche giorno fa era in giro col cane, anche con altre persone", ha aggiunto.
Sarebbe stata proprio la donna ad aprire le porte alla polizia delle Volanti accorsa sul posto, ritrovando poi i resti umani a pezzi, nascosti nei sacchi. Sul posto a quel punto sono intervenuti il pubblico ministero di turno, il medico legale e gli investigatori della Squadra mobile della polizia.
La donna è una delle persone portate in Questura, insieme a due giovani, per essere sentiti sull'accaduto.