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In 500 hanno chiesto di sottoporsi alla sperimentazione del vaccino anti-Covid ReiThera al Policlinico universitario di Palermo, ma i posti disponibili – al momento – sono solamente 100. Boom di adesioni alla campagna sperimentale del siero italiano studiato per contrastare il coronavirus.

Anche in Sicilia, in questi giorni, vengono somministrate le prime dosi ai volontari prescelti. La maggior parte sono giovani ma, tra loro, c'è anche chi avrebbe dovuto ricevere la prima dose del vaccino Pfizer o Astrazeneca e invece ha preferito rifiutarla per ottenere una fiala del vaccino italiano. La sperimentazione avverrà in due fasi e i gruppi di volontari saranno tre: al primo gruppo saranno somministrate due dosi del siero anti-Covid a distanza di 21 giorni, al secondo gruppo invece verrà inoculata solamente una dose di vaccino e una dose di soluzione fisiologica e, infine, al terzo gruppo sarà iniettata entrambe le volte solo soluzione fisiologica. A distanza di 36 giorni, poi, i primi test per la verifica dello sviluppo degli anticorpi.

Tutti i volontari, che per ben 2 anni saranno sottoposti a prelievi per valutare la durata degli anticorpi, hanno diritto ad un compenso di 800 euro.

"In tanti, tuttavia, hanno già detto che rinunceranno al compenso economico" evidenzia il professor Antonio Cascio, primario del dipartimento di Malattie infettive dell'ospedale universitario palermitano che coordina la sperimentazione. "Dai primi dati che abbiamo a disposizione possiamo affermare che il vaccino italiano è efficace già con una singola somministrazione – spiega ancora il professor Cascio – Si tratta di un vaccino che sfrutta la tecnologia del vettore virale: un adenovirus geneticamente modificato in grado di generare anticorpi nell'organismo in cui viene somministrato. Quando si potrà trovare sul mercato? Ci auguriamo entro il 2022 se la sperimentazione andrà bene".