Un incremento quasi del 70% rispetto alle quattro settimane piene di gennaio, quando i casi erano stati 3.614. Questa è la preoccupante fotografia relativa all'aumento dei contagi nel campo scolastico, forniti dalla regione Emilia-Romagna. Non solo: le cifre indicano nelle ultime due settimane – dal 15 al 21 e dal 22 al 28 febbraio – una incidenza superiore ai 350 casi ogni 100.000 persone per tutte le fasce d’età dai 6 ai 18 anni, mentre tra i bambini fino ai 5 anni l’incidenza è vicina ai 250 casi. Complessivamente, dagli asili nido alle superiori, sono stati in totale 6.080 tra bambini, ragazzi, insegnanti e personale gli emiliano-romagnoli ad aver contratto il Coronavirus. Negli ultimi sei mesi, in totale risultano 18.197 positivi in età scolastica e 3.043 contagi tra insegnanti e personale.

"Situazione inedita, numeri parlano da soli"

A presentare questa mattina i dati, l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, in presenza della collega con delega alla Scuola, Paola Salomoni, durante una informativa alle commissioni Politiche per la salute e politiche sociali e Cultura, scuola, formazione, lavoro riunite in seduta congiunta. "Siamo in una situazione inedita, i dati parlano da soli", riferisce Donini. L'aumento è dovuto alla variante inglese e alla maggiore diffusione del virus. Per questo – ha annunciato l'assessore – si è pensato a "misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per implementare ulteriori restrizioni".

Abbiamo agito tempestivamente – ha assicurato Donini durante i lavori di due commissioni in Regione – la prevenzione è stata massiccia sia con i test in farmacia che con il contact tracing, ma nonostante ciò la situazione è molto pesante per questa fascia di età. Ecco perché abbiamo guardato i territori con maggiore incidenza di contagio, insieme ai parametri ospedalieri, e abbiamo condiviso con tutti gli enti locali e le aziende sanitarie delle misure aggiuntive rispetto alla fascia arancione per implementare ulteriori restrizioni che mettessero al riparo la fascia di età scolastica e riducessero la circolazione delle persone". Per il futuro "speriamo di poter sviluppare test di massa vicino agli istituti, non solo nelle farmacie, per alunni, professori e personale".

Contagi a scuola, i numeri

Rispetto al totale dei positivi in età scolastica dal 14 settembre, data del primo giorno di scuola, la diffusione maggiore si registra nelle primarie (5.682 casi) e in quelle superiori di II grado (5.456 contagi), a seguire le secondarie di I grado (4.441 positivi), i servizi educativi 0-3 anni (1.919 casi) e infine le scuole per l’infanzia (699 contagi). Tra gli insegnanti, l'istituto dove ci sono stati più contagi sono le scuole elementari (975 casi), a seguire le superiori (654 positivi), poi gli asili nido (623 contagi), le medie (485 casi) e le materne (306 positivi). Numeri che si fanno ancora più pregnanti se si prende in considerazione il periodo dal 14 al 28 febbraio: 3.233 casi tra gli studenti (suddivisi tra 1.008 nelle primarie, 939 nelle secondarie di II grado, 723 nelle secondarie di I grado, 389 nei servizi 0-3 e 174 nelle scuole dell’infanzia) e 483 tra gli insegnanti (di cui 155 nelle primarie di I grado, 104 nei servizi 0-3 anni, 93 nelle secondarie di II grado, 69 nelle scuole per l’infanzia e 62 nelle secondarie di I grado).