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14 Dicembre 2021
07:25

Bologna, svolta nelle indagini sull’omicidio di Natalia Chinni: fermato un vicino di casa

I Carabinieri del nucleo investigativo di Bologna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del presunto autore dell’omicidio di Natalia Chinni, l’insegnante trovata morta nella sua casa di Santa Maria Villiana di Gaggio Montano.
A cura di Susanna Picone
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Svolta nel caso dell’omicidio di Natalia Chinni, l’insegnante in pensione di 72 anni trovata morta il 29 ottobre scorso nella sua casa di Santa Maria Villiana di Gaggio Montano, nel Bolognese. I Carabinieri del nucleo investigativo di Bologna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del presunto autore del delitto. Si tratta di un vicino, su cui si erano già concentrate le indagini subito dopo l'omicidio: Fabio Ferrari, 72 anni. A coordinare le indagini il pm Antonello Gustapane. Natalia Chinni fu uccisa da una ferita provocata da un fucile calibro 12. Le indagini dirette dalla Procura di Bologna hanno consentito di identificare una persona che è sospettata di aver esploso il colpo che ha ucciso l’insegnante. Raggiunta dalla misura cautelare, la persona indagata è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

Natalia Chinni è stata colpita sette volte da proiettili: nessun dubbio quindi, sin dal primo momento, che ci si trovava di fronte a un omicidio. Un delitto che per i consulenti medico legali della Procura si sarebbe consumato sul luogo del ritrovamento del cadavere dalle 5 alle 15 ore prima della scoperta dell'omicidio da parte del figlio della donna che era andato a cercarla. Il corpo di Natalia era stato ritrovato sull'uscio della sua abitazione a Santa Maria Villiana. "Natalia era una donna dolcissima, non mi capacito del fatto che possa essere stata uccisa in questo modo", aveva detto un'amica di famiglia ai nostri microfoni.

La persona indagata e sospettata di aver compiuto l'omicidio è un cugino di primo grado con cui la donna, a quanto trapelato aveva avuto ripetute liti di vicinato. L'uomo finito ai domiciliari è un ex cacciatore. Oltre che dell'omicidio, aggravato dai futili motivi, Ferrari è accusato anche di detenzione illegale di armi e munizioni. Il provvedimento del Gip, chiesto dal Pm Antonello Gustapane, è stato notificato ieri pomeriggio all'indagato che si trovava a Rimini, in un'altra delle sue abitazioni. "Secondo l'ipotesi investigativa – così il colonnello Rodolfo Santovito, comandante provinciale dell'Arma – l'evento si colloca nell'ambito dei difficili rapporti di vicinato fra i due e del particolare temperamento di Ferrari, oltre che della sua smodata passione per la caccia, sebbene egli non potesse detenere armi".

La mattina del delitto la vittima stava sistemando la recinzione della sua casa, probabilmente danneggiata dai cinghiali che il cugino attirava spargendo mangime, quando è stata colpita da una fucilata. Il suo alibi per quel giorno presenterebbe una ‘falla' per la fascia oraria in cui è avvenuto l'omicidio, fra le 9.20 e le 10.30. Ai carabinieri l'arrestato aveva detto di essere andato con la moglie in un bar nella frazione di Silla, ma questa circostanza risulterebbe smentita sia dalle testimonianze dei gestori, sia dalle telecamere del locale. Inoltre, l'analisi delle celle telefoniche colloca sia l'uomo che la moglie nei pressi del luogo del delitto.

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