La Curia aveva preso tutte le precauzioni, evitando la tradizionale processione in centro e chiudendo la piazza più importante della città per scongiurare i famigerati assembramenti. Eppure sembrerebbe che la macchina organizzativa abbia funzionato solo in parte. Centinaia di persone, tutt'altro che distanziate fra di loro, erano infatti presenti nel pomeriggio di mercoledì 20 maggio, a Bologna, per la benedizione impartita dall'arcivescovo Monsignor Matteo Maria Zuppi alla Sacra Icona della Madonna di San Luca, protettrice della città. Nonostante la centralissima Piazza Maggiore, sede della benedizione, sia stata chiusa ai fedeli per la breve cerimonia, tantissime persone si sono accalcate oltre il cordone di sicurezza e le transenne. Non solo: in tanti erano distanti meno di un metro fra di loro anche quando l'icona, trasportata su alcuni mezzi dei vigili del fuoco, ha percorso sia all'andata che al ritorno le poche centinaia di metri che dividono il sagrato della Basilica di San Petronio, dove si è tenuta la cerimonia, alla cattedrale di San Pietro, nella quale invece l'icona resta solitamente alcuni giorni per le preghiere dei fedeli.

"Ci sentivamo sicuri e forti e ci siamo scoperti incerti e fragili" ha detto l'arcivescovo di Bologna nel suo intervento, alla presenza anche del sindaco, Virginio Merola, del prefetto, Patrizia Impresa, e di altre autorità locali. La preghiera di quest'anno alla sacra icona era infatti tutta dedicata alle vittime di Covid-19, un "nemico invisibile e insidioso" ha sottolineato Zuppi, che ha nell'Emilia-Romagna una regioni più colpite. Nonostante i numeri e l'imponente schieramento di forze dell'ordine, troppi fedeli, fra segni della croce e video con lo smartphone, sono state per quasi un'ora una di fianco all'altra fino al termine della cerimonia.

La Curia aveva chiesto ai cittadini di non sfilare, parlando di "processione privata" dalla cattedrale di San Pietro a Piazza Maggiore e ritorno, e in effetti così è stato. Però soltanto in parte. Niente processione, sì, ma troppa gente si è ammassata malgrado le norme anti-contagio. La maggior parte di loro indossava comunque la mascherina e più volte gli addetti alla sicurezza hanno dovuto invitarli a mantenere le giuste distanze, anche se oggettivamente impossibile vista la quantità di gente in uno spazio ristretto. La fede verso la protettrice dei bolognesi è stata più forte di tutto il resto.