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Bimbo di 11 anni fatto scendere dal bus per un biglietto sbagliato: 6 km a piedi sotto la neve nel Bellunese

Un bambino di 11 anni è stato fatto scendere da un autobus nel Bellunese perché senza il nuovo biglietto da 10 euro ed è tornato a casa a piedi, sei chilometri sotto la neve e al gelo.
A cura di Davide Falcioni
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Un bimbo di 11 anni costretto a percorrere a piedi, sotto la neve e con temperature sottozero, i sei chilometri di statale 51 Alemagna che separano San Vito di Cadore da Vodo di Cadore, in provincia di Belluno. È la vicenda su cui ora la magistratura è chiamata a fare luce, dopo la querela presentata dalla famiglia per abbandono di minore.

L’episodio risale al pomeriggio di martedì 27 gennaio. Il ragazzo, residente a Vodo di Cadore e studente della scuola media di San Vito, era appena uscito dal rientro scolastico pomeridiano. Come accade talvolta, invece di essere accompagnato dai genitori, si era diretto alla fermata dell’autobus insieme a due compagni. Il primo mezzo, secondo quanto riferito dai familiari, non si sarebbe fermato; i ragazzi sono quindi saliti su quello successivo, partito intorno alle 16.40.

Una volta a bordo della linea 30 Calalzo-Cortina, il bambino ha esibito il biglietto che aveva con sé: un titolo da 2,50 euro acquistato a inizio anno scolastico dalla madre, che si era informata in biglietteria sulla validità nel tempo, ricevendo rassicurazioni sull’assenza di scadenza. Da pochi giorni, però, sulla tratta era entrata in vigore una nuova tariffa: un biglietto unico da 10 euro, indipendente dalla distanza percorsa, acquistabile solo tramite app o con pagamento elettronico a bordo.

Il minore non aveva la possibilità di pagare il nuovo titolo di viaggio. L’autista, secondo quanto riferito della famiglia, gli avrebbe quindi intimato di scendere dal mezzo. Il bambino avrebbe chiesto di riavere il biglietto appena timbrato, senza successo. Salutati i compagni, ha iniziato il cammino verso casa: sei chilometri a piedi, con la neve, il buio in arrivo e una temperatura di circa meno tre gradi.

Rientrato a Vodo di Cadore, il ragazzo ha raccontato tutto alla madre, che ha riferito di averlo trovato in forte stato di affaticamento. La nonna, Chiara Balbinot, avvocato di Padova, ha confermato la presentazione della querela: "Abbiamo presentato denuncia e il bambino è rientrato a casa in condizioni di forte disagio fisico, tanto che sta ancora male".

La famiglia ha anche inviato una segnalazione formale a Dolomiti Bus tramite il servizio clienti. Durante il contatto telefonico, è stato spiegato che agli autisti non è consentito accettare denaro contante. Sul sito dell’azienda è infatti indicato che, per la linea 30, i biglietti possono essere acquistati esclusivamente tramite App Dolomiti Bus, piattaforma OpenMove o con pagamento elettronico a bordo per il biglietto giornaliero speciale.

La tariffa fissa da 10 euro sulla Calalzo-Cortina è stata introdotta in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Resta ora da chiarire se e quali provvedimenti verranno adottati dall’azienda di trasporto e se emergeranno responsabilità per quanto accaduto lungo la statale Alemagna, in un pomeriggio d’inverno che un bambino di 11 anni non avrebbe dovuto affrontare da solo.

L'azienda di trasporto pubblico locale DolomitiBus ha annunciato che è in corso una verifica interna da parte di una commissione appositamente nominata per fare luce sull'accaduto. L'episodio sarebbe da ricondurre a un bus appartenente a una compagnia privata alla quale sarebbe stato subappaltato il servizio. Dolomitibus si è impegnata, con una comunicazione ufficiale, a fornire una risposta sull'accaduto entro le prossime ore.

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