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Famiglia che vive nel bosco

Bimbi nel bosco, consulenti Cantelmi e Aiello: “In casa famiglia ricerca compulsiva di zuccheri e troppa tv”

Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti della famiglia nel bosco, denunciano il rapporto disfunzionale dei bimbi col cibo: “zuccheri e prodotti industriali usati per compensare stress e distanza dalla madre”.
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Alimenti industriali, zuccheri processati, e serate passate davanti alla tv. Sono alcune delle novità nella vita dei tre "bimbi nel bosco", i figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, all'interno della casa famiglia di Vasto, e starebbero creando non pochi problemi alla loro salute psicologica. La denuncia è contenuta nel nuovo parere redatto dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, i consulenti di parte della coppia anglo-australiana.

Nelle pagine del documento, gli esperti analizzano la quotidianità vissuta dai piccoli all'interno della struttura di Vasto dove risiedono dallo scorso novembre. Il 6 marzo, la madre – che viveva con loro ma su un piano separato – è stata allontanata e, da quel momento, ha potuto avere contatti con i bimbi durante un unico incontro in presenza avvenuto il primo aprile. Per il resto, i rapporti sono continuati prevalentemente attraverso videochiamate. Proprio questi momenti, però, preceduti da un carico di cibi industriali e zuccherini, rischia di portare i bimbi a riversare sul cibo un disagio emotivo. Questo, secondo gli esperti, suggerisce una "relazione disfunzionale con il cibo, potenzialmente indicativa di un disagio emotivo non adeguatamente contenuto".

Queste valutazioni sono state redatte in vista della perizia che venerdì 17 aprile verrà condotta sui bambini dalla consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli, incaricata dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Nell'ambito dell'accertamento sulla capacità genitoriale di Catherine e Nathan, la specialista dovrà verificare le condizioni di vita dei minori e l'evoluzione del loro sviluppo cognitivo dopo cinque mesi dalla separazione.

I consulenti "Rapporto disfunzionale con il cibo"

La vita nel casolare del bosco di Palmoli era scandita da ritmi lenti, con cena alle 17.30, e contatto diretto con natura e animali. Una routine che per Cantelmi e Aiello sarebbe stata frutto di una "gestione genitoriale consapevole, coerente e orientata alla tutela della salute psicofisica", oltre che costitutiva per i bambini di "un importante fattore di stabilità e continuità emotiva".

Ora, invece, le separazioni dai genitori e i nuovi equilibri, relativi sia al cibo, che all'uso della tv e finanche al rapporto con gli spazi della casa famiglia, starebbero minando la solidità emotiva costruita sino ad ora.

Al centro delle critiche c'è l'introduzione nella dieta dei piccoli, di zuccheri e altri prodotti iper processati. Per i consulenti, i bimbi li starebbero usando per compensare il disagio emotivo: "Vengono attualmente ricercati in modo marcato e talora compulsivo, soprattutto in concomitanza con momenti di maggiore intensità emotiva (in particolare durante e dopo le videochiamate con la madre), configurandosi come una possibile modalità di compensazione di stati di malessere affettivo e di tensione interna".

Le videochiamate con la madre sono da tempo descritte come momenti di grande tensione per i piccoli e, secondo gli esperti, una delle valvole di sfogo è proprio il nuovo cibo che ha sostituito la precedente dieta priva di carne e latticini e basata principalmente su verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca. "Non era il risultato di scelte casuali o ideologiche", sottolineano Cantelmi e Aiello.

Questi cambiamenti non comporterebbero solo ricadute sul piano fisico, ma inciderebbero in modo particolarmente grave sulla dimensione dell'appartenenza familiare: "Le abitudini quotidiane – alimentazione, sonno, modalità educative, gioco, relazioni non costituiscono meri comportamenti funzionali, ma rappresentano marcatori simbolici dell'esperienza familiare, attraverso cui il bambino costruisce un senso di continuità, di sicurezza e di appartenenza affettiva.

"Televisione in ore serali impedisce il sonno"

Anche il ritmo sonno-veglia ne uscirebbe alterato. Le discussioni della madre in casa famiglia si concentravano proprio sull'orario della cena che i Birmingham-Trevallion consumavano alle 17.30. Nella struttura di Vasto invece era stato proposto di posticiparla alle 19, causando le rimostranze della madre che per questo lamentava la stanchezza dei piccoli. Allo stesso modo, anche la visione della tv causerebbe loro gravi disagi: "L'introduzione della visione della televisione nelle ore serali, pratica totalmente assente nella precedente organizzazione familiare, che ha contribuito a una significativa difficoltà nella fase di addormentamento".

la qualità del sonno è peggiorata a causa di "risvegli notturni frequenti e angoscianti". Questo sarebbe il segnale definitivo di "uno stato di sofferenza psicologica e di un vissuto di insicurezza emotiva, suggerendo una difficoltà dei minori nel sentirsi contenuti e rassicurati nel nuovo contesto".

Carte che non lasciano adito a dubbi: per i consulenti di parte i bimbi devono tornare all'interno del nucleo familiare. Nella nuova relazione tornano a ribadire che "ogni ulteriore ritardo" nel far tornare i bambini a casa li "espone al pericolo di un aggravamento del quadro psicologico".

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