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Bimba nata prematura alla 22esima settimana, pesava solo 700 grammi: dopo 4 mesi è tornata a casa

Nata alla 22 settimane col peso di 700 grammi, una bambina è stata dimessa dall’Ospedale Infermi di Rimini dopo quattro mesi in Terapia Intensiva Neonatale. Ha superato complicanze respiratorie e cardiache; oggi pesa oltre il triplo, è allattata al seno e ha uno sviluppo nella norma. Il Comune: “Il caso ci ricorda quanto sia preziosa la sanità pubblica”
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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È tornata a casa dopo quattro mesi trascorsi in Terapia Intensiva Neonatale la bambina nata all’Ospedale Infermi di Rimini a sole 22 settimane di gravidanza, con un peso di appena 700 grammi. Si tratta di un’età gestazionale estremamente precoce, al confine della sopravvivenza neonatale, che richiede fin dai primi istanti un supporto medico continuo e altamente specializzato. Ebbene, al momento delle dimissioni il suo peso era più che triplicato, l’alimentazione esclusivamente al seno e i controlli successivi hanno evidenziato uno sviluppo nella norma.

Fin dai primi minuti di vita il quadro clinico è stato complesso. La piccola ha avuto bisogno di ventilazione meccanica per respirare, di ossigeno per diverse settimane e di una terapia farmacologica mirata a trattare una problematica cardiaca tipica dei grandi prematuri. Sono stati necessari cateteri venosi centrali per consentire nutrizione e terapie, oltre a trasfusioni di sangue, poiché il midollo non era ancora in grado di produrre autonomamente una quantità sufficiente di globuli rossi. In pratica, i mesi che avrebbe dovuto trascorrere nel grembo materno li ha vissuti in reparto, seguita giorno e notte da un’équipe multidisciplinare.

Accanto all’assistenza sanitaria, è stato centrale il coinvolgimento dei genitori, che non l’hanno mai lasciata sola. Hanno potuto soggiornare nella “Casa della Prima Coccola”, struttura collegata al reparto che accoglie le famiglie dei neonati ricoverati, partecipando attivamente alle cure anche attraverso il contatto pelle a pelle, pratica ormai riconosciuta come fondamentale per la stabilità clinica e lo sviluppo dei prematuri.

A sottolineare il valore di questa esperienza è l’assessore alle politiche per la salute del Comune, Kristian Gianfreda. “Quando si parla di sanità – osserva – le difficoltà trovano spesso più spazio delle buone notizie. Eppure storie come questa meritano attenzione, perché raccontano competenza e umanità insieme”. Gianfreda ripercorre le condizioni iniziali della bambina, ricordando come “abbia avuto bisogno di tutto fin dall’inizio”, e mette l’accento non solo sulle tecnologie e sulle terapie intensive, ma anche sulla capacità del reparto di accompagnare la famiglia in un percorso così delicato.

Il ringraziamento dell’assessore è rivolto a medici, infermieri, ostetriche, operatori socio-sanitari e psicologhe della Terapia Intensiva Neonatale. “Dietro risultati come questo – aggiunge – c’è un lavoro di squadra fatto di esperienza, dedizione e presenza costante”.

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