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Bimba annegata al bioparco, braccialetto sbagliato e mancati controlli: chiesto il processo per 6 persone

La Procura di Cuneo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone per la morte di Anisa Murati, 7 anni, annegata nel bioparco di Caraglio durante un campo estivo della parrocchia.
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Sono sei le persone per cui la Procura di Cuneo ha chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Anisa Murati, la bambina di sette anni annegata nel laghetto del bioparco AcquaViva di Caraglio lo scorso luglio.

La bimba si trovava nel bioparco del Comune piemontese per un campo estivo organizzato dalla parrocchia di Demonte, dove viveva con la famiglia. Al centro dell'indagine per omicidio colposo ci sono le misure di sicurezza della struttura e la gestione da parte degli animatori presenti. Soprattutto, la Procura, nella richiesta di rinvio a giudizio, si sofferma sul braccialetto colorato al polso della piccola, che sarebbe stato di colore verde, quello riservato ai bimbi che non hanno bisogno di braccioli o di stretta sorveglianza. In realtà, però, la piccola avrebbe dovuto indossare un braccialetto di colore arancione, perché non sapeva nuotare e avrebbe dovuto essere attentamente supervisionata mentre si trovava sulla riva. Cosa che secondo l'accusa non è avvenuta.

Tra gli indagati ci sono proprio gli animatori che avrebbero sbagliato il colore del bracciale, a loro è contestato il mancato controllo. Nel registro degli indagati figurano anche il gestore del bioparco, a causa dell'assenza di un numero adeguato di bagnini, e il parroco responsabile del campo estivo, il quale avrebbe inviato un numero insufficiente di animatori. Secondo le ricostruzioni, infatti, nel gruppo di 9 accompagnatori del campo estivo dell'oratorio, solo 2 erano maggiorenni.

Queste circostanze, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, avrebbero determinato la morte della bimba. Lo scorso 18 luglio la piccola Anisa era andata con un gruppo di altri bambini in gita al laghetto artificiale al bioparco. La sua assenza è stata notata dagli animatori intorno alle ore 16 quando hanno radunato i bambini e le loro cose scoprendo le ciabattine e il telo della piccola che mancava all'appello. Hanno lanciato l'allarme, ma nonostante la grande mobilitazione è stata trovata in condizioni critiche ed è morta poco dopo l'arrivo dei soccorsi.

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