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Atleta 12enne insultata con frasi razziste: la partita di volley prosegue e lei scoppia in lacrime

Una bambina di 12 anni è stata insultata durante la partita di pallavolo della Urban volley, squadra per la quale la ragazzina gioca come atleta. L’adolescente si è sentita rivolgere offese razziste per il colore della pelle. La partita è andata avanti e alla fine del match, l’adolescente è esplosa in un pianto disperato, raccontando degli insulti arrivati dalla platea e uditi anche dalle compagne di squadra ai genitori.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un'atleta di 12 anni è stata vittima di insulti razzisti durante una partita delle giovanili tenutasi nell'ultimo weekend. L'adolescente fa parte dell'Urban Volley, una squadra di Mira, nel Veneziano. Secondo quanto ricostruito, l'autore degli insulti razzisti nei confronti della ragazzina sarebbe un uomo adulto tra i 40 e i 50 anni che i due club stanno cercando di individuare. Nella denuncia a mezzo social, si legge che la ragazzina è stata oggetto a insulti legati al colore della pelle. La partita è andata avanti, mentre la dodicenne è esplosa in un pianto disperato. "Siamo scioccati dal fatto gravissimo – si legge online – e possiamo solo lontanamente comprendere quanto lo sia lei e quanto dolore possano provocare certe frasi. L'Urban Volley desidera esprimere tutta la sua vicinanza per questi fatti inauditi e intende fornire il massimo supporto all'atleta e alla famiglia per individuare il responsabile".

Secondo quanto riferito dalla squadra, tra le atlete vi sono persone di "qualsiasi credo e origine che fanno pienamente parte del gruppo e da qui nasce l'indignazione per l'episodio. La nostra associazioni vuole, tra le altre cose, favorire la comprensione reciproca fra persone ed è il momento di stringerci attorno alla nostra atleta per fare muro contro questi insulti".

La squadra ha quindi pubblicato un'immagine con la scritta "Basta" a caratteri cubitali. All'immagine è stata accompagnata la lunga e accorata denuncia del club. Il vicepresidente dell'Urban Volley, Alessandro Pietrobon, ha fatto sapere di essersi personalmente interessato alla vicenda. "Siamo contenti di poter dire che in una vicenda come questa ci sia stata la collaborazione del club avversario, stiamo cercando di individuare insieme l'autore delle offese e siamo entrambi d'accordo che una persona del genere non debba più entrare in un palazzetto. Sono fiducioso che arriveremo a smascherarlo, perché in palestra non vi erano molte persone. La ragazzina ha concluso la partita, ma poi è scoppiata a piangere".

Secondo quanto finora ricostruito, il tutto è avvenuto al momento del turno di battuta della dodicenne. Mentre la ragazzina di preparava al lancio, l'uomo ha iniziato a urlare insulti razzisti quali "ne**a di m**da". L'uomo li avrebbe ripetuti più volte a voce tanto alta da farli sentire alle compagne di squadra. Gli unici a non sentirli, a quanto pare, sarebbero stati gli arbitri che invece avrebbero potuto sospendere la partita. La ragazzina ha guardato le compagne, ma poi ha completato il servizio, portando a termine il match. Solo dopo è scoppiata a piangere, raccontando tutto alla famiglia.

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