Il Tribunale di Asti ha condannato un uomo a undici di carcere con l’accusa di abusi sessuali nei confronti della figlia minorenne. E la sentenza è arrivata prima ancora che venisse data l’occasione all’avvocato dell’uomo di parlare in sua difesa. A denunciare l’incredibile vicenda è la Camera Penale del Piemonte. Alla sbarra c’erano entrambi i genitori della ragazza diciassettenne. A quanto emerso, il collegio ha ascoltato le requisitorie del pm e le conclusioni dell’avvocato di parte civile e quelle del legale di uno degli imputati, rinviando ad altra udienza per l’arringa dell’ultimo difensore. Poi però il giorno dell’udienza il collegio giudicante anziché dare la parola alla difesa per la discussione rimane in piedi e, in nome del popolo italiano, dà lettura del dispositivo della sentenza che condanna entrambi gli imputati. Una sentenza che arriva sotto lo sguardo attonito del pm e dei difensori. A quel punto, l’avvocato che avrebbe dovuto prendere la parola segnala al Presidente l’anomalia e come reazione il giudice straccia il foglio sul quale era stato scritto il dispositivo appena letto e invita l’avvocato a concludere. Di fronte al rifiuto dell’avvocato difensore di discutere per una sentenza già scritta, il collegio si è ritirato per poi dichiarare di volersi astenere dal giudizio.

L'ira della Camera penale del Piemonte – “Questi fatti meritano un doveroso e serio approfondimento sotto molteplici profili nelle competenti sedi ma sin d’ora ci consegnano la fotografia dello stato della giustizia nel nostro Paese — è quanto scrive l'associazione di avvocati penalisti presieduta da Alberto De Sanctis —. Non bastava la giustizia senza tempo: con la riforma epocale dell’istituto della prescrizione. Con l’episodio accaduto presso il Tribunale di Asti si esperimenta anche la giustizia senza avvocato: manifestazione abnorme di un clima che quotidianamente serpeggia negli ambienti giudiziari; il desiderio di sbarazzarsi dell’avvocato inutile ‘orpello’ fastidioso che impedisce e rallenta il magistrato nell’esercizio del suo potere”. "Non sono in grado di dire nulla al momento – così Giancarlo Girolami, presidente del tribunale di Asti – so cosa è accaduto e ho bisogno di essere informato nei dettagli, che sto ancora raccogliendo, per capire".