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Assalto portavalori, carabiniere ferito: “L’ho inseguito a piedi per un km, mi ha dato un pugno ma l’ho bloccato”

Il racconto a Fanpage.it del brigadiere Donato Russo, il carabiniere ferito nell’inseguimento e nella cattura di due dei rapinatori dell’assalto al portavalori avvenuto ieri lungo la strada statale 613 Brindisi-Lecce. Il 56enne è riuscito a bloccare uno dei componenti del commando dopo un inseguimento.
A cura di Antonio Palma
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Le immagini dell’arresto dei due rapinatori fermati.
Le immagini dell’arresto dei due rapinatori fermati.

“Sono un po' acciaccato, ma il morale è alto, perché so che quello che abbiamo fatto vale per la comunità” a parlare a Fanpage.it è il brigadiere Donato Russo, il carabiniere ferito nell’inseguimento e nella cattura a due dei rapinatori dell’assalto al portavalori Battistolli avvenuto ieri lungo la strada statale 613 Brindisi-Lecce, nei pressi dello svincolo di Tuturano. Il 56enne che è riuscito a bloccare dopo un inseguimento uno dei due componenti del commando, è ora ricoverato in ospedale nel reparto di Ortopedia del Vito Fazzi di Lecce dopo essere stato colpito dal malvivente

“Quando sono entrato in caserma avevo già visto i video della rapina, ho contattato il mio reparto che è la sezione operativa della compagnia di Campi Salentina e ci siamo messi subito in movimento perché era interessato il nostro territorio” ha raccontato a Fanpage.it il militare con oltre tre decenni di divisa alle spalle. L’intercettazione dei malviventi lungo la Strada statale 7 ter Salentina. “Siamo usciti in più pattuglie e per strada abbiamo notato nelle campagne questi individui che venivano nel senso contrario sulla statale” ha ricostruito Russo, raccontando: “Ci siamo subito fermati con i colleghi, uno è stato subito bloccato, mentre il secondo, che si trovava a una cinquantina di metri dal primo, appena visto il nostro intervento si è dato alla fuga”.

L’uomo però non aveva fatto i conti con il brigadiere che è un podista ben allenato. A questo punto infatti è scattato l’inseguimento tra le campagne. “Siccome aveva un borsone, lo ha mollato, il collega si è fermato a recuperarlo mentre io sono andato subito all'inseguimento del fuggitivo. Abbiamo fatto un bel po' di strada, quasi un chilometro e mezzo nelle campagne saltando anche un po' di muretti a secco. Un bel po' di strada considerando anche che aveva appena piovuto e venivamo da due giorni di acqua” ha raccontato Russo.

Il malvivente infine è stato placcato ma non ha desistito e ha aggredito il carabiniere ingaggiando una colluttazione: “Nonostante tutto, l'ho agganciato, gli ho intimato di fermarsi, ma lui si è girato e mi ha aggredito, dandomi un cazzotto in faccia. Al che è nata una colluttazione”. Il carabiniere ha riportato diverse contusioni con delle fratture al costato, una sospetta lesione ad una spalla ed escoriazioni al labbro per i pugni ricevuti. Fortunatamente mentre affrontava il rapinatore sono intervenuti i colleghi del reparto operativo che gli hanno dato manforte permettendo infine di arrestare il malvivente. "Dopo l'arresto, non ha proferito parola, non è stato molto loquace nei nostri confronti, diciamo che ha mantenuto la sua linea di silenzio. Al momento almeno due dei dieci sono stati assicurati alla giustizia e penso che è un ottimo risultato" ha aggiunto il militare.

“Con il senno di poi uno dice che cosa ho combinato, però lì per lì si fa per inerzia, per l'adrenalina che c'è in corpo, si fa per l'esperienza, si va perché noi siamo carabinieri, lo facciamo per mestiere e quindi la mattina uno si alza e sa che purtroppo c'è l'imprevisto alle spalle che può nascere in qualsiasi momento” ha dichiarato il brigadiere che è stato poi soccorso dal personale del 118 e trasportato a Lecce.

“Ora sono ancora ricoverato, devo fare i ringraziamenti a tutti quanti, agli operatori del 118 che mi hanno subito dato assistenza, devo fare i ringraziamenti al pronto soccorso dell'ospedale, ma soprattutto devo ringraziare il reparto di ortopodia di Lecce che è un'eccellenza e che comunque mi hanno trattato come un figlio e un fratello. Ho avuto la vicinanza di tutta l'arma dei Carabinieri e ne sono orgoglioso e fiero perché dal comandante generale dell'arma, che mi ha contattato, fino all'ultimo dei Carabinieri che io conosco e anche quelli che non conosco, mi hanno dato il conforto morale e il supporto psicologico. Sono veramente orgoglioso di fare parte di questa organizzazione e di questa famiglia che è l'arma Carabinieri” ha concluso il brigadiere Donato Russo.

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