Ascoli, incendio nella palazzina dei migranti, i cittadini: “Diciamo no all’intolleranza”

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La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo, con l’ipotesi di reato di incendio doloso aggravato dall’odio razziale, ma il comitato dei cittadini di Spinetoli ha preso le distanze dall’accaduto.

Il Comitato dei cittadini di Spinetoli, in provincia di Ascoli, si è dissociato dall'incendio della palazzina di via Tevere, avvenuto nella notte di Capodanno. Il comitato, che nei mesi scorsi ha protestato proprio a causa dell'arrivo dei migranti, ha fissato una riunione per stasera per concordare iniziative di condanna dell'atto doloso. "Non siamo guerrafondai o sfascisti, non volevamo che accadesse una cosa del genere che condanniamo fermamente, perché non ci appartiene – ha detto all'Ansa il portavoce Roberto Pagnoni.

"Per altro va chiarito un aspetto: noi non siamo contro gli immigrati: ce ne sono diversi nel territorio di Spinetoli e con loro c'è una convivenza pacifica. Abbiamo detto no all'immigrazione di massa, all'arrivo di altre 50 persone allocate in uno stesso stabile, in una zona dove ci sono molti anziani e, a poca distanza, c'è una scuola. L'abbiamo fatto usando mezzi democratici, manifestando e apponendo cartelli, ma niente violenza o intolleranza. Dalla Prefettura ci avevano detto che sarebbero dovuti arrivare 25 ragazzi non accompagnati piuttosto problematici, fra i 10 e i 15 anni". Nei mesi scorsi erano state sollevate polemiche: i cittadini di Spinetoli erano preoccupati per un'eventuale concentrazione di richiedenti asilo. La palazzina era stata destinata infatti in un primo momento ad ospitare immigrati e in secondo momento era stata pensata per accogliere minori stranieri non accompagnati.

Intanto la Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo, con l'ipotesi di reato di incendio doloso aggravato dall'odio razziale. Il sopralluogo del pm Umberto Monti insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Ascoli, del Nucleo operativo di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Monsampolo si è concluso questo pomeriggio. Gravissimi i danni alla struttura e ai mobili negli appartamenti su tre piani. Le fiamme sarebbero state appiccate con un accelerante, utilizzato per accendere camini e bracieri reperibile in commercio. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo arrivasse alla case vicine e alle auto parcheggiate lungo via Tevere. In alcuni palazzi vicini allo stabile incendiato ci sono ancora oggi striscioni contro l'arrivo degli migranti.

Lo stabile è di proprietà di una cooperativa onlus di Vercelli che l'ha acquistata poco tempo fa per destinarla all'accoglienza dei richiedenti asilo. Ai primi di novembre, alla notizia dell'arrivo di circa 40 stranieri, era insorta parte della cittadinanza di Spinetoli, con manifestazioni di protesta che hanno coinvolto il sindaco Alessandro Luciani, impegnato in prima persona a far rispettare il limite massimo di richiedenti asilo per un Comune di circa 7.200 abitanti. Oltre a quelli già presenti sul territorio, in base alle norme, al massimo sarebbe potute arrivare un'altra decina di migranti. Circa 300 persone hanno partecipato a un corteo di protesta a metà novembre. Nel dibattito si erano inseriti anche Casa Pound e Lega nord , che aveva segnalato l'aumento del fatturato della onlus da quando aveva cominciato ad occuparsi di accoglienza.

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