Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell'università di Bologna arrestato due settimane fa a Il Cairo, dovrà rimanere in carcere per altri 15 giorni sotto custodia cautelare. Lo ha deciso il palazzo di Giustizia di Mansoura, come reso noto dall'avvocato della famiglia del 27enne. "È  crudele e non necessario, non c'è possibilità di inquinare prove", ha affermato il portavoce di Amnesty International in Italia, Riccardo Noury. Secondo l'attivista, il rinnovo della custodia cautelare in carcere, per prolungare le indagini, sarebbe lo scenario peggiore, in quanto potrebbe costringere lo studente a rimanere in prigione per mesi.

"Una decisione brutta e crudele che non fermerà la mobilitazione per chiedere il suo rilascio. L'appello è quello di rimanere tutti quanti mobilitati, di andare avanti così. Amnesty sta studiando nuove iniziative. Pensiamo che davanti a noi si apre una campagna di medio periodo che può durare anche mesi. Ognuno faccia la sua parte fino in fondo", ha aggiunto Noury.

Gli avvocati di Zaki avevano chiesto la liberazione su cauzione, ma il giudice ha deciso invece di prorogare la custodia cautelare. Lo studente all'Università di Bologna era rientrato in Egitto per una vacanza a Mansoura, sua città natale, ma era stato arrestato all'aeroporto de Il Cairo lo scorso 7 febbraio. Non sembravano esserci validi motivi per giustificare il fermo e secondo l’Egyptian Initiative for Personal Rights (un'organizzazione sui diritti umano con la quale Zaki collabora come ricercatore) sarebbe stato arrestato proprio per il suo lavoro di attivista. L'organizzazione ha anche denunciato che il ragazzo sarebbe stato torturato in carcere.

In seguito la procura di Mansoura, durante un interrogatorio, lo aveva informato di essere accusato della pubblicazione di notizie false, di aver incitato la popolazione alla ribellione contro le autorità e di aver istigato a violenza e terrorismo. Zaki sarebbe stato arrestato per aver tentato di rovesciare il regime: il suo legale, Wael Ghaly, ha spiegato che rischia di essere condannato all'ergastolo. Inoltre, sulla base dell'ordinamento giudiziario de Il Cairo "la custodia cautelare può durare fino a due anni, rinnovata ogni 15 giorni, e talvolta tale detenzione può protrarsi per più di due anni".