3 Ottobre 2017
10:15

Arrestato “il re dei detersivi” Giuseppe Ferdico: “Gestiva ancora l’azienda confiscata”

Nonostante fosse stata confiscata Giuseppe Ferdico, noto imprenditore palermitano, continuava a gestire la sua azienda. In manette anche altre quattro persone.
A cura di Susanna Picone

Avrebbe continuato a gestire il suo centro commerciale di Carini, nel Palermitano, nonostante fosse stato confiscato tempo fa dalla magistratura. Per questo Giuseppe Ferdico, noto imprenditore siciliano conosciuto come il “re dei detersivi”, questa mattina è stato arrestato dai militari della Guardia di finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo. In totale sono state arrestate cinque persone tra cui anche l'amministratore giudiziario nominato dal tribunale, il commercialista Luigi Miserendino, accusato di favoreggiamento, e tre imprenditori. Le accuse sono, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni, favoreggiamento personale e reale e estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Ai domiciliari il commercialista Luigi Miserendino – Secondo gli investigatori, anche grazie alla complicità dell'amministratore giudiziario che, su incarico dell'autorità giudiziaria avrebbe dovuto gestire il centro commerciale, il proprietario avrebbe continuato ad avere il controllo sull'attività economica. Miserendino è ora finito ai domiciliari. L'inchiesta che ha portato agli arresti di questa mattina è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Salvo De Luca e dai pm della Dda Roberto Tartaglia e Annamaria Picozzi.

Il processo al “re dei detersivi” Giuseppe Ferdico – Tre anni fa Ferdico era stato assolto per concorso in associazione mafiosa e riciclaggio. Una assoluzione che però non gli aveva evitato le misure di prevenzione. Oltre alla confisca del patrimonio, il tribunale gli aveva infatti imposto la misura personale della sorveglianza speciale. La confisca era stata chiesta e ottenuta dalla dda di Palermo. La gestione di beni confiscati è già finita sotto i riflettori col caso Saguto, l'ex presidente della sezione misure di prevenzione indagata per corruzione insieme ad alcuni amministratori giudiziari.

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