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Anziano ucciso di botte durante una rapina, condannati a quasi 20 anni Brian e Rubens Carta

Brian e Rubens Carta, rispettivamente 28 e 32, sono stati condannati questa mattina a 19 anni e 4 mesi ciascuno. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 2022 i due fratelli si erano introdotti per un furto nella casa di Tonino Porcu, a Ghilarza (Oristano): sorpresi dall’anziano, lo avevano massacrato a calci e pugni.
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Da sinistra, Rubens e Brian Carta (foto da Facebook). 
Da sinistra, Rubens e Brian Carta (foto da Facebook). 

Diciannove anni e quattro mesi ciascuno: questa è la pena che dovranno scontare in carcere i fratelli Carta, giudicati colpevoli di omicidio, rapina e di un’ulteriore tentata rapina.

Brian e Rubens Carta, rispettivamente 28 e 32 anni, sono stati accusati di aver ucciso, massacrandolo di botte, il pensionato Antonio Porcu.

Un tentativo di rapina finito in tragedia quello che ha avuto luogo a Ghilarza, in provincia di Oristano, la notte tra il 21 e il 22 febbraio 2022.

Secondo la ricostruzione, i due fratelli si sarebbero introdotti in casa dell’anziano poco dopo mezzanotte, probabilmente per cercare i risparmi che ritenevano l’uomo nascondesse all’interno dell’abitazione.

Antonio Porcu, conosciuto da tutti come Tonino, 78 anni, era un allevatore ormai in pensione ed ben noto in paese, dove era solito girare in sella alla sua bicicletta.

L’uomo, che non era sposato, viveva da solo e da qualche tempo era attanagliato dal terrore: la casa dove aveva abitato fino a poco tempo prima, adiacente alla nuova, era stata saccheggiata da individui che si erano introdotti di notte, alla ricerca probabilmente di denaro. I ladri avevano inoltre dato alle fiamme il tetto di canne per cancellare le tracce dopo la fuga.

Tonino era talmente preoccupato che potesse succedere ancora che aveva chiesto all’amministrazione comunale di montare un faretto che potesse illuminare lo spazio di fronte alla casa, situata vicino alla piazza del paese.

Ma questa precauzione non era bastata a far desistere i fratelli Carta, che si ipotizza possano essere gli autori anche del precedente tentativo di furto: in quella tragica notte di febbraio, i due, che secondo l’accusa erano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, sono entrati nell’abitazione di Tonino mentre dormiva, rompendo una finestra.

I due, dopo aver messo a soqquadro la casa, avrebbero scovato 2.000 euro nascosti in una scatola, ma in quel momento si sarebbero trovati di fronte l’anziano, svegliato dal rumore.

L’ipotesi più probabile è che Tonino abbia riconosciuto gli autori del furto: i fratelli infatti lavoravano nel bar di proprietà della famiglia che non solo si trova a poca distanza dalla casa del pensionato, che quindi lo frequentava abitualmente, ma lo stesso era proprietario delle mura su cui il bar era costruito, e quindi in affari con il padre dei due.

Dei momenti successivi si sa che i Carta hanno cominciato a infierire con calci e pugni sull’anziano, lasciandolo praticamente in fin di vita. Dopo la loro fuga, Tonino avrebbe raggiunto il letto, senza poter però chiamare aiuto.

A ritrovare il suo cadavere in una pozza di sangue, il giorno dopo, è stata una signora del paese che lo aiutava nelle faccende domestiche, allarmata dal fatto che Tonino non rispondesse da ore alle sue chiamate, insieme al nipote.

Non è passato molto tempo prima che i fratelli Carta venissero convocati dai carabinieri: i due, infatti, avevano lasciato una notevole quantità di impronte e tracce biologiche, da quelle sulla finestra rotta per entrare alle altre in giro per la casa. Il 9 marzo erano stati arrestati e trasferiti nel carcere di Massama.

Questa mattina, al termine dell’udienza con rito abbreviato presso il Tribunale di Oristano, è stata pronunciata la sentenza: 19 anni e 4 mesi ciascuno, poco meno dei 20 anni richiesti dal pm Marco De Crescenzo.

Inutile il tentativo della difesa di presentare l’omicidio come preterintenzionale: Brian e Rubens Carta sono stati condannati per omicidio, rapina e anche per un’altra tentata rapina ai danni di Tonino Oppo, un anziano del paese che i due avevano provato a derubare nel dicembre 2021.

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