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Anziano trovato morto in casa nel Piacentino, arrestati moglie e figlio: “Inferte gravi e prolungate sofferenze”

Arrestati moglie e figlio di Luigi Alberti. Sono accusati di maltrattamenti e sequestro, e il figlio anche di omicidio. Per i Carabinieri si tratta di una morte “disumana”: viveva segregato nel seminterrato.
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La moglie e il figlio dell'85enne Luigi Alberti sono stati arrestati carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza in relazione alla morte dell'anziano. La moglie 81enne è accusata di maltrattamento e sequestro, mentre il figlio 50enne di omicidio volontario.

Entrambi sono stati arrestati a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Repubblica. Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, le indagini hanno delineato un quadro di "gravi e prolungate sofferenze inferte all'anziano".

Anziano ucciso con una coltellata all'orecchio

Gli indagati sono entrambi indiziati di concorso in maltrattamenti e sequestro di persona, mentre solo al figlio è stato contestato l'omicidio volontario aggravato. Una morte che i militari non esitano a definire "disumana".

L’esame autoptico ha evidenziato uno stato di malnutrizione, e una ferita da punta e taglio al padiglione auricolare destro. Indice di un colpo di coltello inflitto alla testa. L'importante emorragia derivata da questa ferita, unita allo stato di estrema debilitazione, sarebbe risultata fatale per l’85enne.

I Carabinieri: "Costretto a vivere in condizioni degradanti"

L'uomo era stato trovato senza vita in casa il 25 ottobre 2025, una morte inizialmente attribuita a cause naturali. All’epoca, infatti, i familiari avevano riferito ai soccorritori del 118 di aver trovato l’anziano senza vita nel suo letto. Tuttavia, i militari intervenuti avevano subito colto discrepanze nelle deposizioni e segni sospetti sul corpo del defunto. Il successivo sopralluogo tecnico ha rivelato invece che la vittima era stata spostata dopo il decesso, e il corpo era stato ricomposto "per simulare una fine serena".

Le indagini, supportate da intercettazioni ambientali e da approfondimenti scientifici del Ris di Parma, hanno ricostruito una situazione diversa. L’anziano, affetto da gravi patologie invalidanti, sarebbe stato segregato nel seminterrato all'interno di un piccolo locale-bagno, privo di riscaldamento, luce e in condizioni igieniche degradanti.

Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, lo stesso sarebbe stato privato ogni cura e costretto a dormire su un divano troppo piccolo, alimentato con cibo insufficiente e lasciato senza assistenza medica nonostante profonde piaghe da decubito. Tra le accuse in capo alla moglie e al figlio dell'uomo però c'è anche il maltrattamento, reato ipotizzato a seguito del ritrovamento di schizzi di sangue sulle pareti del bagno, circostanza che ha gli investigatori a ricostruire aggressioni fisiche recenti.

Articolo in aggiornamento

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