Anziani abbandonati tra feci, caldo e anche un focolaio di scabbia solo per risparmiare: 3 case di riposo chiuse
Decine di anziani, spesso non autosufficienti, abbandonati a sé stessi tra feci e urine, costretti ad aspettare per lungo tempo l'assistenza degli operatori anche dopo essere caduti a terra. È quanto avveniva in tre case di riposo in provincia di Caltanissetta i cui amministratori sono ora indagati e sottoposti a misura cautelare del divieto di esercizio di impresa di comunità alloggio di case di riposo e di esercitare la professione di operatori socio-sanitari.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nelle strutture si assisteva a una "sistematica violazione dei doveri di cura" degli anziani ospiti con l'unico scopo di risparmiare su qualsiasi cosa. Secondo l'accusa, in nessuna delle strutture veniva impiegato l'organico necessario per assistere alle decine di anziani non autosufficienti con conseguenti condizioni terribili per gli ospiti.
Questi ultimi erano costretti a lunghissimi attese prima di essere assistiti con la conseguenza di rimanere spesso in letti sporchi tra feci e urine. Come hanno accertato gli investigatori attraverso intercettazioni ambientali, telefoniche e riprese video, all'interno di una struttura durante tutto il turno di notte c'era un solo operatore che doveva assistere decine di anziani non autosufficienti dislocati su più piani.
Le strutture inoltre non avevano impianti di aria condizionata sufficiente e in alcuni casi venivano spenti anche in giornate con temperature elevate mettendo ulteriormente in difficoltà il già fragile fisico degli anziani. Per gli investigatori e il Gip, il tutto era "dettato primariamente dalla volontà di contenere i costi" ma col risultato di esposto i degenti a "una condizione di costante pregiudizio per la loro salute".
Un comportamento che addirittura era stato perpetrato anche in presenza di un focolaio di scabbia che era stato gestito senza alcun osservanza dei protocolli sanitari indicati dall'azienda sanitaria locale. Azioni che sono costante ai tre amministratori l'accusa di di “abbandono di persone incapaci” aggravato dall’aver provocato lesioni personali agli ospiti.