Lo scrittore siciliano Andrea Camilleri è stazionario, ma versa ancora in condizioni critiche. Questo quanto riporta l'ultimo bollettino, rilasciato dai medici dell'ospedale Santo Spirito di Roma, alle ore 12.00 del 19 giugno. Dall'ultimo bollettino, rilasciato ieri alle 17.00, non è cambiato granché nel quadro clinico del paziente.

Non si sono verificate variazioni significative delle condizioni cliniche dello scrittore Andrea Camilleri, che permangono critiche. Continua il monitoraggio, il supporto intensivo delle funzioni vitali e il percorso diagnostico-terapeutico programmato.

Camilleri è ricoverato nella struttura romana da lunedì mattina, quando è stato portato d'urgenza in ospedale in seguito ad un infarto. Da lunedì sera è in rianimazione con prognosi riservata. Respira con il supporto meccanico e farmacologico. Il bollettino diramato ieri a mezzogiorno parlava di una "situazione stazionaria", sottolineando che il maestro "non era cosciente". Alle 17.00 i medici hanno aggiunto "il paziente è forte, ma le sue condizioni restano critiche". I familiari si sono stretti attorno a lui. Intanto sui social, da giorni gli utenti postano messaggi di sostegno rivolti all'autore. Sotto l'hashtag "ForzaCamilleri" milioni di frasi affettuose che rivelano ancora una volta quanto affetto abbia raccolto intorno il sé il maestro. Il prossimo bollettino medico sarà diramato tra 24h.

Andrea Camilleri: condizioni stabili ma critiche

Le condizioni di Andrea Camilleri restano stabili, ma critiche. Il papà di Montalbano, regista teatrale e docente all'Accademia nazionale di arte drammatica, ha conquistato il pubblico mondiale con la sua saga poliziesca ambientata nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigata. Al centro la figura del commissario Salvo Montalbano, impersonato dall'attore Luca Zingaretti, in un fortunato sceneggiato televisivo che da anni entusiasma gli spettatori. Il maestro, nonostante le gravi condizioni fisiche sopraggiunte negli anni anche a seguito della cecità, non ha mai mollato, dimostrando, se possibile, di riuscire a vedere anche meglio di prima. Allenato da anni ad una profonda analisi politica, non ha mai cessato di intervenire nel dibattito difendendo i principi in cui aveva sempre creduto e lottando per la democrazia. Da adolescente, aveva vissuto in prima persona il periodo forte del fascismo, rimanendo disgustato da quanto era avvenuto durante la guerra e il governo Mussolini. Da allora, non ha mai smesso di far sentire la propria voce, attraverso qualsiasi mezzo, dalla carta stampata alla televisione.