Eligia Ardita è morta all'età di 36 anni un mese prima di dare alla luce la sua piccola Giulia, la primogenita lungamente desiderata. A ucciderla, secondo la sentenza di primo grado  del tribunale di Siracusa è stato il marito Christian Leonardi, disoccupato. I fatti sono avvenuti al culmine di una lite scoppiata nell'appartamento della coppia a via Calatabiano, a Siracusa, nel 2015. Il duplice femminicidio è al centro della puntata del 16 febbraio di Amore Criminale, in prima serata su Rai 3, pre 21 e 20.

L'audio di Christian Leonardi al 118

"Buonasera, mi chiamo Leonardi Christian. Cortesemente, mi dovete mandare un'ambulanza, perché c'è mia moglie incinta che non respira, in poche parole. Grazie mille". La voce, in forte contrasto con il tragico contenuto del messaggio, è calma, monotona. Sembra quasi che stia chiamando un taxi e non un'ambulanza per la moglie e madre di suo figlio, Christan Leonardi, quarantenne di Siracusa che di li a pochi giorni finirà nei titoli di cronaca come vittima di un maledetto caso di malasanità. Si tratta della storia di Eligia Ardita, morta 30 giorni prima di dare alla luce la sua figlioletta. È il 19 gennaio 2015 quando i medici dell'ospedale di Siracusa tentano di salvare la vita alla 36enne infermiera di Siracusa, incinta di 8 mesi e giunta al pronto soccorso in arresto cardiaco. Non ci sarà niente da fare e per questo Christian, il vedovo, sporgerà denuncia – querela contro i medici del 118 con la gravissima accusa di procurato aborto e lesioni colpose.

 

Il femminicidio di Eligia Ardita

Provata da quell'evento drammatico, avvenuto a pochi giorni dal Natale trascorso insieme, la famiglia Ardita si interroga su quanto accaduto nella casa di Christian ed Eligia quella notte. Cosa era mai potuto succedere ad Eligia che godeva di ottima salute? Cosa era andato storto in quella gravidanza che sino ad allora non aveva mai paventato alcuna minaccia per la salute della mamma e della piccolina? E Christian, aveva detto tutta la verità?

Un amore difficile

Il matrimonio tra Christian ed Eligia, a dire il vero, traballava già da molto tempo. I problemi economici, le assenze di Christian e i litigi sempre più frequenti, sembravano aver logorato irrimediabilmente quell'unione. Con molta fatica, però, Eligia era riuscita a trovare lavoro come infermiera, rimediando in parte alle loro perdite economiche. Poi era arrivata, inaspettata  come un raggio di sole, quella gravidanza.  Eligia aveva cominciato a sperare che all'orizzonte ci fosse  anche per lei la tanto agognata felicità.

L'inchiesta per omicidio e procurato aborto

A un passo dalla realizzazione dei suo sogni, però, qualcosa era andato storto. Impossibile immaginare, per la sua famiglia, cosa fosse stato esattamente, ma un inconscia sfiducia nella ricostruzione dei fatti di quella sera, da parte di Christian, avevano spinto la famiglia ardita a non fare cremare il corpo della figlia e della nipote. Otto mesi dopo la denuncia di Christian, infatti, la procura aprirà un nuovo fascicolo per omicidio e interruzione di gravidanza. A carico di Leonardi.  A parlare  questa volta, attraverso le perizie medico legali, saranno mamma Eligia e la sua Giulia, prima di essere seppellite insieme in un abbraccio eterno.

Il processo a Christian Leonardi

A causare l'arresto cardiaco che ha cagionato la morte sarebbe stata, come confermeranno i medici, una violenta colluttazione. Eligia è stata colpita alla testa, qualcuno le ha premuto una mano sulla bocca facendola quasi soffocare nel suo vomito. Dopo l'aggressione, come confermano i rilievi dei RIS nell'appartamento di via Calatabiano, l'omicida si è dedicato a ripulire tutto prima di allertare i soccorsi, poi la chiamata: "Sì, mia moglie incinta non respira, mandate un'ambulanza".

Ergastolo

Messo alle strette Christian, che forse non aveva mai desiderato rivestire il ruolo di marito e padre, confessa, salvo poi ritrattare attribuendo alla pressione, la sua confessione. Ormai è tardi, la scena e i corpi di Eligia e Giulia hanno detto tutto quello che c'era da dire. Il 5 dicembre 2018, in primo grado, Christian viene condannato all'ergastolo nel processo celebrato al tribunale di Siracusa. Oggi Christian Leonardi è in carcere in attesa del verdetto definitivo. Quanto alla famiglia Ardita, prosegue la sua battaglia per tutte le donne vittime di violenza con una fondazione. A condurre la lotta è oggi Luisa Ardita, sorella minore dell'infermiera uccisa. Ha da poco partorito la sua prima bambina, l'ha chiamata Eligia.