Amanda Knox: “Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia”

Nel libro “Waiting To Be Heard” che uscirà a fine mese negli Stati Uniti l’autrice Amanda Knox ha ripercorso i suoi anni in Italia, da quando è stata accusata dell’omicidio della sua coinquilina di Perugia, la studentessa inglese Meredith Kercher. Recentemente la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione nei suoi confronti, dunque presto ci sarà un nuovo processo necessario per stabilire la verità sulla morte della ragazza. Ma intanto Amanda Knox ha già affidato a questo libro, appunto, quella che è tutta la sua verità. Un libro nel quale la giovane ha parlato dell’inferno della prigione italiana, del pensiero di suicidarsi che l’ha sfiorata e anche della voglia di adottare un bambino. E le ultime anticipazioni trapelate dal libro e riportate dal Corriere della Sera fanno riferimento anche a un comportamento “particolare” avuto da Amanda quando è morta Meredith. “Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia”, scrive la studentessa. Parlando di quella terribile notte di Perugia Amanda ricorda di essere stata prima a casa con Raffaele Sollecito e che insieme avevano fumato marijuana, poi avevano suonato la chitarra e guardato un film a casa del ragazzo.
“Un tentativo di allentare la tensione” – E ammette, appunto, di aver avuto uno strano comportamento dinanzi alla polizia giunta sul luogo del delitto: “Indossai guanti e calzini protettivi e mi misi a cantare, muovendo le braccia come nella conduzione di un musical”. Era un modo, continua la Knox, per allentare la tensione “perché tutto era così surreale e terribile”. Amanda nel suo libro fa di tutto per demolire l’immagine di seduttrice che è stata delineata dai media: “I flirt con uomini in Italia erano soltanto un modo per sentirmi più donna”, assicura, “e a mio agio con l'idea del sesso occasionale praticato da ragazze e ragazzi della mia generazione”. “Waiting To Be Heard” – che ha già fruttato alla studentessa un anticipo di 4 milioni di dollari – si preannuncia un vero caso letterario e ha già ricevuto la benedizione della temuta critica letteraria del New York Times Michiko Kakutani. Per lei “l’introspezione cui è stata costretta Amanda in carcere le ha dato una capacità di trasmettere le sue emozioni con un considerevole potere viscerale”.