Ore difficili per i due alpinisti bloccati da ieri sulla Cima dei Preti, nelle Dolomiti Friulane, a una quota di circa 2500 metri: i due, un uomo e una donna rispettivamente di 54 e 30 anni, entrambi residenti a Padova, hanno passato la notte all'addiaccio a causa del maltempo. Sono stati finalmente raggiunti alle 15.20 dai soccorritori. Stanno entrambi bene, a parte la sofferenza per il freddo per le molte ore passate all'aperto senza un riparo.

Sono da poco iniziate le operazioni di recupero in sicurezza. Due tecnici del Soccorso alpino e speleologico hanno raggiunto in un'ora di cammino la vetta nella tarda mattinata di oggi, dopo esser stati portati in volo al bivacco Greselin con l'elicottero della Protezione Civile. Dalla cima si sono diretti per cresta verso Nord lungo la via dei Triestini e finalmente hanno raggiunto la cordata di alpinisti, composta dai due alpinisti. È stato dal telefono cellulare della giovane che è partita la richiesta di soccorso tramite l'applicazione Georesq, richiesta che è arrivata alla stazione di soccorso di Pieve di Cadore. Oltre ai soccorritori del Soccorso Alpino Valcellina, e ai Vigili del Fuoco, all'operazione di soccorso contribuiscono anche la Protezione Civile e i Carabinieri di Cimolais.

Altri quattro soccorritori stanno ora andando incontro al gruppo dal Bivacco Greselin lungo la via di salita normale (800 metri di dislivello) sulla vetta, dalla quale poi scenderanno di nuovo al Bivacco assieme agli alpinisti salvati; un altro gruppo di soccorritori è partito dal basso per salire al Bivacco Greselin con altri viveri e abbigliamento (1200 metri di dislivello) di rinforzo. Ci vorrà ancora qualche ora per concludere l'intervento dato che il gruppo principale deve ancora riguadagnare la vetta e di qui scendere, affrontando anche una calata con la corda.

Due dei quattro soccorritori di supporto hanno raggiunto la vetta, altri due attendono nel punto in cui sarà effettuata la calata con la corda per rientrare poi più facilmente al Bivacco Greselin. Altri 12 soccorritori dal Veneto – Pieve di Cadore e Centro Cadore – erano saliti dal versante opposto arrivando in cinque ore fino al Tridente, poco distanti dai colleghi della Valcellina, di cui sentivano le voci. Quando i tecnici del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia hanno raggiunto gli alpinisti, gli è stato comunicato di rientrare.