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25 Novembre 2021
09:33

Alex Pompa è innocente, il fratello: “È solo grazie a lui se siamo vivi, ci ha difesi da papà”

Accusato di omicidio volontario, per lui era stata chiesta una pena di 14 anni di carcere, è stato assolto dalla Prima Corte di Assise del Tribunale di Torino.
A cura di Gianluca Orrù
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Forse Alex non se lo aspettava di essere assolto, forse ascoltare la mattina l'ultima requisitoria del pubblico ministero Alessandro Aghemo lo aveva convinto che per lui non c'erano speranze di una vita normale. Il suo avvocato Claudio Strata però ha voluto fino all'ultimo difendere le ragioni di un ragazzo sconvolto, visibilmente sotto shock, a cui gli psichiatri del tribunale che lo hanno valutato durante il processo hanno dato 30 punti di invalidità permanente per quello che gli è capitato.

La mattina del 24 novembre, giorno della sentenza, la difesa di Alex ha fatto ascoltare 20 dei 300 audio che sono stati portati come prova del clima terribile che si viveva in casa Pompa. Il padre Giuseppe, violento verbalmente e fisicamente, era una minaccia reale per la vita di Alex, di suo fratello Loris e soprattutto della moglie Maria, di cui l'uomo odiava tutto, dal sorriso al modo di vestire, e a cui rendeva la vita impossibile.

"Non avete idea del terrore che abbiamo vissuto per vent'anni – racconta ai microfoni tra le lacrime Maria Caiola – e non abbiamo potuto denunciare per paura di venire uccisi, siamo felicissimi che Alex sia stato assolto, ci ha protetti".

"Io devo soltanto dire grazie a mio fratello se siamo ancora vivi – racconta Loris Pompa – abbiamo vissuto con un pazzo per anni e mio fratello ci ha difesi altrimenti ci avrebbe ammazzato".

Ci sono abbracci, baci, sorrisi che la madre e i due figli si scambiano, sia davanti alle telecamere che quando si spostano nel corridoio per prepararsi ad andare via: "Che faremo adesso? Ci abbracceremo – racconta mamma Maria – e faremo tanta ossitocina".

L'avvocato di Alex, Claudio Strata, è molto soddisfatto di come sono andate le cose e ragiona sulle parole della prima Corte di Assise del Tribunale di Torino, che ha assolto con formula piena Alex dall'accusa di omicidio volontario per la quale il PM aveva chiesto 14 anni di carcere: "Questa è una sentenza che è destinata a fare scuola – spiega l'avvocato Strata – aspetteremo le motivazioni che sono sicuro saranno chiare e ben scritte, ma qui si è riconosciuto che la vittima può agire per difendersi se percepisce con chiarezza un pericolo per la sua vita. La famiglia era in una situazione terribile, dalla quale non si poteva uscire, ne è uscita nel modo peggiore, ma adesso potrà ricominciare da capo".

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