Alessandro Marella è spiritoso e autoironico: "Ho provato a contattare Amadeus – spiega – ma penso che sarebbe più facile parlare con il papa. A parte gli scherzi, per arrivare a Sanremo c'è bisogno di due requisiti, il primo è essere in vita e fin qui ci siamo, il secondo è essere riconosciuti e su questo ci stiamo lavorando".

Un passato in una band della zona di Alessandria, da qualche anno Alessandro è cantautore, autoproduce le sue canzoni e i suoi videoclip, ha un profilo instagram in cui racconta la sua vita personale e artistica, è fan di Cesare Cremonini e la sua malattia per lui non è una penalizzazione: "Considero la mia disabilità – racconta – come un mio segno particolare".

La conversazione scivola presto sui suoi obiettivi artistici: "La cosa più bella per un cantante è che il pubblico che ti sta ascoltando canti con te le parole delle tue canzoni, le parole che ha scritto tu – spiega – non c'è niente di più bello ed è ovvio che un cantante voglia calcare i palcoscenici più grandi e importanti, come quello di Sanremo, ma sono anche convinto che pur con tutti i miei sforzi, arrivarci non è impossibile, ma molto improbabile".

"Io non voglio arrivare a Sanremo – prosegue Alessandro – da cantante in carrozzina, ci voglio arrivare da cantante. La vera vittoria sulla disabilità sarà quando sarà diventata quotidianità"