Aggressione omofoba e razzista a Bologna: “Insultati e minacciati di morte, causa dell’umore oggi in Italia”
Stavano camminando in via Mascarella, una delle zone considerate più sicure dalla comunità queer, quando un altro uomo li ha aggrediti fisicamente e minacciati. A raccontare a Fanpage.it l'accaduto è Giorgiomaria Cornelio, 29 anni, protagonista dell'aggressione insieme all'amico, di origine mediorientale, che era con lui.
"L'aggressore era in evidente stato alterato, se la prendeva con tutti, e la persona che era con me era molto più esposta per via del colore della sua pelle. Di me, invece, ha intuito che fossi queer. Questo e altri episodi in città si ricollegano all'umore generale che si respira ovunque in Italia".
L'aggressione e la richiesta di aiuto alla Polizia
I due giovani stavano camminando per strada quando hanno incrociato un uomo, un 24enne italiano con precedenti di Polizia. L'uomo, secondo i testimoni era in evidente stato di alterazione.
"Dopo averci insultato con parole omofobe e razziste ha colpito in faccia il ragazzo che era con me, rompendogli gli occhiali", ricorda Cornelio, regista e scrittore maceratese, vittima dell'aggressione insieme al suo amico. "Dopo è passato a minacce molto violente di morte, insulti omofobi, di ogni genere".
L'episodio non è avvenuto in un luogo isolato, ma alla presenza di altri giovani, da tempo stanchi di essere nel mirino. "Una parte consistente di coloro che avevano assistito voleva che noi rispondessimo con la forza. Quindi rispondere alla violenza con violenza. Io ho detto di no e ho chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, paradossalmente anche per tutelare l'aggressore stesso, che rischiava di essere linciato".
Ad aggravare il tutto è il luogo in cui è successo in una zona tradizionalmente considerata sicura per la comunità queer come via Mascarella. Una circostanza che ha aggravato l'esasperazione dei giovani presenti in strada quella sera insieme a Cornelio.
Il 29enne racconta dell'esasperazione per un sentimento negativo diffuso nei confronti della comunità, a cui neanche Bologna è immune. Qui nell'ultimo mese si sono consumate tre aggressioni a sfondo omofobo: "In questo caso c'è anche l'aggravante razziale, e mi sembra che le conclusioni da trarre alla luce di tutto ciò non siano le più felici. Questi episodi si ricollegano all'umore generale che si respira ovunque in Italia".
Cornelio: "La politica legittima la creazione di nemici che non esistono"
"La colpa non è per me del singolo aggressore, è strutturale. Significa che c'è qualcosa di non risolto a livello sociale: la psicosi non è mai aliena al contesto in cui avviene. È un sismografo che registra quello che succede", dice Cornelio.
In vista della tornata politica, i leader di destra stanno ridando slancio ai loro slogan più cari. Giorgia Meloni lo fa proponendo un tetto al numero di studenti stranieri per classe, mentre Roberto Vannacci, come spiega Valerio Calcagni su Fanpage.it, mette nero su bianco nel suo programma elettorale ciò che pensa delle "aberranti ideologie del gender".
In questa realtà, è avvenuta l'aggressione di Bologna. "La politica – continua Cornelio – non fa altro che legittimare la creazione di nemici che non esistono".