Futuro Nazionale e l’ossessione per la comunità LGBTQIA+: cosa dice il programma di Vannacci
Roberto Vannacci, non ha mai nascosto le sue numerose idee sulla comunità LGBTQIA+. E adesso le ha anche messe nero su bianco in un programma politico di 108 pagine.
Abbiamo deciso di analizzare punto per punto il programma, per quanto riguarda queste proposte. Ma serve una premessa: vale la pena fermarsi sull'uso strategico che Vannacci fa delle parole. Perché nel programma non troviamo mai "orientamento sessuale." Ma "gusti sessuali." Non viene minimamente citata l’espressione “identità di genere”. Ma si parla di "aberranti ideologie del gender." Non c’è scritto "comunità LGBTQIA+". Ma "agenda LGBT". Per le unioni civili invece non si fa minimo riferimento all’amore, ma si parla di un rapporto “amicale” tra due persone. E per quanto riguarda articoli divulgativi come questo, li definisce contenuti "genderisti/omosessualisti"
Insomma, le parole capiamo bene che non sono quindi neutre. Chiamare l'orientamento sessuale un gusto è come chiamare la fame un capriccio. Dire che la famiglia è composta da una donna che dona figli e un uomo forte e pieno di virtù ricorda dei tempi spiacevoli di cui forse qualcuno ha nostalgia. Perché il lessico usato nel programma è mirato a sminuire e delegittimare le famiglie diverse dallo standard di coppia naturale. Per non parlare del dolore che possono provare le famiglie omogenitoriali che esistono attualmente e che si sentono dire di essere “anormali”. Perché scrivere che l’attrazione tra due persone dello stesso sesso è gusto e non un sentimento d’amore significa delegittimare, trattare l’omosessualità come un vizio o un qualcosa che non è degno di importanza e di leggi.
E ora, passiamo alle proposte:
1. Difesa e promozione della famiglia naturale
“La famiglia è composta da un uomo e una donna, uniti stabilmente nell’impegno e nella lealtà e, in virtù della complementarità fondata sulla differenza sessuale, in grado di generare, mantenere, educare ed istruire i figli. Futuro Nazionale si oppone a qualsiasi equiparazione della famiglia naturale […] propugnati dalla cultura cosiddetta “woke”. Il matrimonio (da matris munus, ovvero dono, compito, ufficio della madre)."
Per giustificare questa visione di famiglia aggiunge che "Il matrimonio (da matris munus, ovvero dono, compito, ufficio della madre) esiste se vi è la madre". La scelta di dover spiegare il termine latino sembra voler assegnare ruoli di genere all’interno del matrimonio dove il “compito della madre” sarebbe quello di fare figli, mentre quello dell'uomo gestire i soldi (seguendo la stessa logica del termine Patrimonio da Patris Munus).
E la distinzione dei ruoli e gerarchie a seconda del genere è evidenziato in un passaggio a pagina 54 dove Vannacci scrive:
"Dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del ‘patriarcato mediterraneo', volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società."
2. I figli non si fanno con le intenzioni
"I figli non si fanno con le intenzioni […]":
il fondamento biologico della generazione nei mammiferi
è la presenza di un maschio, di una femmina e di un rapporto eterosessuale."
Il riferimento ai mammiferi in un programma politico è già indicativo del livello di argomentazione scientifica adottata. Ma più rilevante è la conseguenza pratica: i bambini nati o cresciuti in famiglie omogenitoriali non potrebbero essere riconosciuti legalmente da entrambi i genitori, indipendentemente dal contesto familiare in cui vivono.
Vannacci scrive che "il fondamento biologico della generazione nei mammiferi è la presenza di un maschio, di una femmina e di un rapporto eterosessuale", proponendo "il divieto esplicito di iscrizione e trascrizione negli atti dello stato civile di qualsiasi atto (anche straniero o in paesi UE) che attribuisca la maternità di due donne o la paternità di due uomini al medesimo bambino."
E qualche riga più avanti leggiamo che:
"Dovranno essere utilizzati tutti gli strumenti necessari a preservare il diritto naturale, inclusa una modifica costituzionale se l'equilibrio tra i poteri dovesse essere minato da un eccessivo interventismo della Consulta."
In altri termini: se i giudici costituzionali non confermano la sua visione, si cambia la Costituzione.
Il programma aggiunge inoltre che "l'Italia dovrà rifiutarsi di accettare ed applicare qualsiasi direttiva internazionale volta alla promozione dell'ideologia woke della cosiddetta ‘agenda LGBT'", in aperta contraddizione con una sentenza del 2018 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che stabilisce l'obbligo per tutti gli Stati membri di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in un altro Paese UE.
Futuro Nazionale sembra andare contro il progresso, l’inclusione e la tolleranza. Quello che critica esplicitamente è la deriva dei valori che a suo dire stiamo perdendo per colpa del velenoso mostro gender – scrive infatti:
“Quello che chiamiamo "Occidente" […] vive un odio masochistico che lo conduce [..] ad esportare i frutti velenosi del relativismo, delle ideologie disumane del gender e dell'odio per la famiglia e per la vita, fino ad ergersi a gendarme del mondo e cane da guardia della dissoluzione di tutti i valori.”
3. Le unioni civili
“La legge sulle unioni civili non ci vede contrari nel suo effetto giuridico immediato, ovvero la codificazione normativa della possibilità di ogni cittadino di identificare relazioni amicali-affettive rilevanti ai fini di esigenze mediche, carcerarie e testamentarie, prescindendo da aspetti legati ai gusti sessuali di qualsivoglia tipo."
Su questo punto Vannacci afferma di non essere contrario alle unioni civili "nel loro effetto giuridico immediato", salvo poi spiegare cosa intende: la legge servirebbe esclusivamente a codificare "relazioni amicali-affettive rilevanti ai fini di esigenze mediche, carcerarie e testamentarie, prescindendo da aspetti legati ai gusti sessuali di qualsivoglia tipo."
La relazione sentimentale tra due persone dello stesso sesso viene quindi equiparata, nel lessico del programma, a un'amicizia con implicazioni burocratiche. Non solo: Vannacci sostiene che la normativa vigente discrimini i cittadini eterosessuali, escludendo dalla possibilità di esercitare certi diritti "coloro che, per esempio, sono eterosessuali non coniugati e non coabitanti col proprio affetto più rilevante, quale il migliore amico che coabita con la moglie."
Il punto di arrivo è la definizione delle unioni civili come "un pastrocchio giuridico le cui uniche finalità sono da ritrovarsi nella creazione di un nuovo istituto giuridico di coppia per iniziare a scardinare passo dopo passo la famiglia come fondamento della società."
Vannacci elenca poi i motivi per cui la legge Cirinnà del 2016 andrebbe abrogata, tra cui il fatto che essa "scimmiotta l'unico consorzio giuridico di coppia stabile e giuridicamente rilevante ai fini pubblici che è quello per natura potenzialmente portatore di figli: il matrimonio", e che avrebbe "come unico effetto quello di voler plasmare gramscianamente il senso comune per normalizzare l'idea di matrimonio omosessuale e genitorialità omosessuale."
Analizzando questa parte ed il lessico viene da chiedersi perché l’amore tra due persone debba possedere un peso diverso a seconda dell’orientamento sessuale. Scrivere che le unioni civili vanno abrogate poiché normalizzerebbero l’idea di coppia omogenitoriale significa scrivere esplicitamente che queste coppie sono “anormali” creando differenze giuridiche e morali tra la famiglia naturale intesa da Vannacci e le famiglie arcobaleno attualmente presenti in italia.
Infine viene ribadita, a dire di Futuro Nazionale, l’inutilità della legge sulle unioni civili e la lesione irragionevole verso i diritti personali di molti.
“Coi veri diritti delle persone l’istituto creativo inventato dal PD non c’entra nulla e, anzi, lede e comprime in modo irragionevole la codifica dei diritti personali di molti”
4. Adozioni e figli
"Futuro Nazionale adotterà ogni strumento legislativo utile a garantire il diritto di ogni bambino orfano di entrambi i genitori, abbandonato o per altre ragioni mancante della cura della famiglia di origine a trovare accoglienza presso una famiglia composta da un padre e da una madre, col divieto di adozioni a coppie omosessuali e a single."
Il programma prevede quindi che un bambino orfano possa essere adottato esclusivamente da una coppia eterosessuale sposata. Sono ammesse eccezioni soltanto per parenti stretti o amici di una famiglia naturale — lo zio, l'amico dei genitori — ma mai per coppie omosessuali, indipendentemente dalla loro stabilità affettiva o dal progetto familiare condiviso.
La motivazione addotta è che questi bambini, "già feriti dalla perdita dei genitori naturali, dall'abbandono o da altri traumi, hanno persino più bisogno degli altri di essere accolti in condizioni di eccellenza e completezza."
Eccellenza e completezza. Due parole che implicitamente escludono dalla categoria del genitore adeguato chiunque non formi una coppia eterosessuale. Il senso della frase sembra voler dire che due donne che amano un bambino non sono complete o che due uomini che lo crescono non sono eccellenti.
Per Futuro Nazionale, essere un buon genitore non significa amare il proprio compagno o avere una relazione stabile da anni ma semplicemente possedere un organo sessuale maschile e uno femminile uniti in un matrimonio volto alla procreazione.
Nessun altro criterio viene preso in considerazione: non la stabilità affettiva, non la capacità genitoriale, non il progetto di vita condiviso. L'unico parametro rilevante è la composizione biologica della coppia.
E nel frattempo i bambini orfani in attesa di adozione possono rimanere soli piuttosto che essere assegnati a coppie non all’altezza dell’eccellenza eteresessuale.
5. Il voto a scheda plurima per figli
Analizzando il programma questa sembra essere la proposta più assurda e antidemocratica, ciò che vannacci definisce come “un interessante esperimento politico” sarebbe l’idea di assegnare più schede elettorali ai genitori che hanno figli:
"Sarebbe peraltro una forma di ponderazione democratica del voto, che tiene conto del peso di chi rappresenta una ‘società domestica', ovvero una famiglia. Nella concretezza, si tratterebbe di intervenire sull'art. 48 della Costituzione e assegnare ai genitori un numero superiore di schede, pari a quello dei figli, per esempio divisi tra il padre e la madre."
Dopo aver quindi visto cos’è la famiglia secondo Vannacci e perché solo quella eterosessuale sia “naturale”, viene proposta una modifica costituzionale per attribuire ai genitori schede elettorali aggiuntive in proporzione al numero di figli. Più figli hai, più voti hai.
“Sarebbe peraltro una forma di ponderazione democratica del voto, che tiene conto del peso di chi rappresenta una “società domestica”, ovvero una famiglia.”
Questa proposta pare anticostituzionale e antidemocratica poiché assegnerebbe a chi appartiene alla “famiglia naturale” un peso di voto maggiore alle urne rispetto ai voti delle famiglie sterili che non possono avere figli e alle coppie unite da un amore omogenitoriale, non riconosciuto da Futuro Nazionale, e che secondo questo programma sarebbero impossibilitate ad avere figli.
“Nella concretezza, si tratterebbe di intervenire sull’art. 48 della Costituzione e assegnare ai genitori un numero superiore di schede, pari a quello dei figli, per esempio divisi tra il padre e la madre”.
Il filo logico del programma è quello di andare a delegittimare l’amore di famiglie che non aderiscono allo standard. Infatti Futuro Nazionale, dopo aver definito quale famiglia sia legittima si attribuisce un peso democratico superiore a chi rientra nel modello ideale.
Prima si definisce chi produce il futuro della nazione, poi si premia quella categoria con incentivi economici, diritti esclusivi e maggiore peso politico. Chi non rientra nel modello viene progressivamente marginalizzato.
Ad esempio, una coppia omosessuale, che secondo le altre proposte del programma non può adottare, avrebbe zero schede aggiuntive, e quindi un'influenza politica inferiore rispetto a una coppia eterosessuale con figli.
“varrebbe la pena di prendere in considerazione anche per dare ulteriore e formale riconoscimento al valore della famiglia, la società domestica, quale nucleo fondante della società nazionale.”
È la conseguenza diretta e logica di un idea nazionalista estremizzata in cui il valore del voto dipende dalla capacità di conformarsi al modello di famiglia approvato dallo Stato.
6. Diritti delle persone trans e percorsi di affermazione di genere
Arrivando ai diritti delle persone trans, notiamo come la scelta di usare termini come “interventi di mutilazione” condiziona e manipola il giudizio del lettore prima ancora che possa finire di leggere la proposta.
"Proponiamo la modifica della Legge 164/1982: divieto esplicito di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso e di somministrazione di ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà ai minorenni, con previsione di reato universale, indipendentemente dal consenso dei genitori o dei tutori legali. Inoltre, nessun intervento di mutilazione e riassegnazione chirurgica del sesso agli adulti dovrà essere a spese della cassa pubblica."
Per i minorenni il divieto è assoluto, con previsione di reato universale: la norma si applicherebbe anche ai trattamenti effettuati all'estero. Va ricordato che in Italia l'accesso al percorso di affermazione di genere per i minorenni prevede già oggi un lungo iter multidisciplinare, con valutazioni psicologiche e psichiatriche che si protraggono per mesi se non anni prima di qualsiasi percorso medico. Il programma non considera questa realtà, anzi la demolisce etichettando le persone trans adolescenti come dei possibili “reati universali”.
Per le persone trans adulte, la proposta non introduce un divieto formale ma un divieto economico escludendo i percorsi dal Servizio Sanitario Nazionale (SNN).
Ricordiamo che i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano deve garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.
Applicare questa proposta significherebbe privare tutte le persone trans servizi, prestazioni e farmaci (quali ad esempio ormoni) che attualmente sono riconosciuti e sostenuti dal SNN.
7. Divieto di diffusione di programmi genderisti/omosessualisti
"Proponiamo il divieto alla diffusione di programmi, scene tv, spot pubblicitari ecc. di contenuto genderista/omosessualista nel caso in cui a questi contenuti, per i mezzi, gli orari o altre circostanze, possano essere esposti i bambini. Inoltre, sosteniamo l'estensione della fascia protetta dalle ore 6 alle ore 23 per tutti i media audiovisivi, con sanzioni severe — fino alla sospensione della licenza — per le trasmissioni che violino i divieti."
La fascia protetta proposta copre quasi l'intera giornata televisiva e, per coerenza applicativa, si estenderebbe ai contenuti digitali. Non si tratta di tutela dei minori in senso stretto — quella è già prevista dalla normativa vigente — ma di una rimozione sistematica della visibilità LGBTQIA+ dallo spazio mediatico.
Il programma prevede inoltre di "vigilare affinché le cosiddette teorie di genere o simili aberranti ideologie non trovino spazio nelle scuole, negli istituti, nella pubblica amministrazione e nelle leggi." Quindi non nei media, non nelle scuole, non negli uffici pubblici, non nelle leggi. Lo spazio concesso alle identità non conformi al modello di Futuro Nazionale si riduce progressivamente a nessuno spazio.
Su questo Vannacci tiene però a precisare una cosa: lui non è omofobo, e dire la propria opinione non è un reato. Scrive che "nessuno deve temere ripercussioni legali per aver affermato che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà" e che il partito "è contrario a leggi che possano introdurre il reato di cosiddetta ‘omotransfobia', ‘omofobia' e simili, rilevato che con queste diciture si intenderebbe punire chi, senza usare alcuna violenza fisica, sostiene opinioni di tipo tradizionale sul matrimonio, sull'identità di genere, sull'etica sessuale."
Il ragionamento è circolare: il programma definisce le identità LGBTQIA+ come aberranti, propone di cancellarle dai media e dalle scuole, esclude le relative famiglie dalla genitorialità e riduce il loro peso elettorale – ma qualsiasi tutela legale contro la discriminazione viene presentata come una minaccia alla libertà di espressione.
Infine, sui Pride, definiti "parate, esibizioni e analoghi eventi di ‘orgoglio delle minoranze'" il programma prevede la piena applicazione degli articoli 527 (atti osceni), 726 (atti contrari alla pubblica decenza) e 609 quinquies (corruzione di minorenne) del Codice penale.
“Parate, esibizioni e analoghi eventi di “orgoglio delle minoranze” dovranno, come ogni altra iniziativa, rispettare le norme dello Stato, senza possibilità di essere al di sopra della legge e di avvalersi di uno “statuto speciale” che darebbe alle minoranze più diritti degli altri. Per questo non saranno ammissibili il compimento di atti osceni, l’indecenza e lo scandalo dei minori, facendo regolarmente applicare quanto previsto dalla normativa e valido per ogni cittadino italiano, con particolare riferimento agli artt. 527 (atti osceni), 726 (atti contrari alla pubblica decenza) e, soprattutto, 609 quinquies (corruzione di minorenne).”
Vale la pena ricordare che questi stessi articoli, o i loro equivalenti nella legislazione americana, furono sistematicamente utilizzati dalla polizia negli Stati Uniti degli anni '50 e '60 per arrestare le persone omosessuali nei bar, nelle strade e durante le manifestazioni. Non era necessaria una legge ad hoc: bastava applicare quelle già esistenti.
Fu esattamente quel meccanismo a provocare le rivolte di Stonewall nel 1969, quando la comunità LGBTQIA+ disse basta all'essere perseguita per il semplice fatto di esistere in pubblico.
Insomma, il programma di Futuro Nazionale non è un insieme di proposte isolate. È un sistema coerente: definire quale famiglia sia legittima, escludere le altre dalla genitorialità, ridurne il peso elettorale, cancellarne la visibilità dai media, dalle scuole e dagli spazi pubblici, e negare tutele legali contro la discriminazione.
Futuro Nazionale ha raggiunto l'8% nei sondaggi, ha praticamente raddoppiato i consensi in pochi mesi e Roberto Vannacci conta un 1 milione di follower su Instagram. Il programma che abbiamo analizzato è disponibile online. Leggerlo può essere un esercizio utile per aprire gli occhi e domandarsi: Dove abbiamo già visto queste idee? Cosa sarà l’italia alle prossime elezioni? E cosa dovesse succedere alla comunità lgbtqia+ se per qualche strana coalizzione vannacci diventasse ministro della famiglia o della sanità?