Caos, feriti e passeggeri buttati a terra. La surreale evacuazione di un aereo della compagnia austriaca Lauda, avvenuta lo scorso 1 marzo nell'aeroporto londinese di Stansted, è stata ricostruita in una indagine dell’Air Accidents Investigation Branch, pubblicata lo scorso 6 agosto, di cui riporta notizia il Corriere della Sera.

Stando alla ricostruzione del Dipartimento dei Trasporti britannico, quella andata in scena sulla pista di decollo è stata una situazione tragicomica. Sul volo Airbus A320 diretto da Londra a Vienna c’erano 169 passeggeri, 5 membri dell’equipaggio e 2 piloti. Durante le operazioni di decollo si era sentito un rumore molto forte. Per questo motivo il comandante interrompe la manovra, ferma il motore sinistro ma lascia in azione quello destro, per riportare l’aereo in sicurezza ed effettuare i controlli di ncecessari.

Nel corso dell'operazione, però, a un certo punto il pilota si rende conto che una delle porte è stata aperta. Si accorge quindi che i passeggeri stanno abbandonando l’aereo utilizzando lo scivolo d’emergenza, attivato dagli assistenti di volo di loro iniziativa. Lo scivolo viene calato anche dal lato destro, con il motore acceso. La forza del getto d'aria, però, fa volare via.

Anche alcuni dei passeggeri usciti – molti portando il proprio bagaglio, nonostante fosse vietato – vengono buttati a terra dalla forza dell'aria uscita dal motore. Alcuni restano contusi.  I passeggeri vengono fatti uscire e la maggior parte di loro va via col bagaglio a mano. Alla fine dell'evacuazione, rocambolesca e non necessaria, resta un bilancio di otto feriti e oltre trenta pagine di rapporto. Oltre alla preoccupazione per il comportamento "indisciplinato" di personale e passeggeri. Se fosse stata una vera emergenza, le conseguenze avrebbero potuto essere tragiche.