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Accoltellato a un fianco a scuola, gravissimo studente di 18 anni a La Spezia: fermato maggiorenne

Uno studente di 18 anni è stato accoltellato questa mattina dopo le 11 all’istituto “Domenico Chiodo” della Spezia: ferito a un fianco da un compagno di classe, un maggiorenne che è stato fermato dalla Polizia, è ricoverato in gravi condizioni.
A cura di Davide Falcioni
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Immagine di repertorio
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Uno studente di 18 anni lotta tra la vita e la morte dopo essere stato accoltellato all’interno della scuola che frequentava. L’aggressione è avvenuta nella tarda mattinata di oggi, poco dopo le 11, all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” della Spezia.

Stando a quanto emerso da una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, il giovane sarebbe stato colpito a un fianco da un compagno, anch’egli studente dell’istituto. La ferita ha provocato una violenta emorragia che ha fatto apparire fin da subito le condizioni del ragazzo estremamente critiche.

La Polizia di Stato ha fermato un ragazzo con l'accusa di aver accoltellato all'addome un suo coetaneo e compagno di scuola. Si tratta di un maggiorenne e non di un minorenne, come inizialmente trapelato. Lo ha confermato la polizia. Il ragazzo si trova adesso in questura dove viene sentito. Gli agenti, che hanno ritrovato il coltello, hanno raccolto le testimonianze dirette di studenti e insegnanti.

Immediato l’intervento dei soccorsi dopo l'aggressione: sul posto sono arrivati i volontari della Croce Rossa e il personale sanitario del 118, che hanno stabilizzato il ferito prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea. Il giovane è stato condotto direttamente nella shock room del pronto soccorso, dove è stato preso in carico dall’équipe medica, e in seguito in sala operatoria per un intervento d'urgenza. La prognosi resta riservata.

Nel frattempo, l’istituto è stato raggiunto dagli agenti della Polizia di Stato, impegnati a chiarire la dinamica dell’accaduto e le responsabilità. Le indagini sono in corso, mentre resta alta la preoccupazione per le condizioni del giovane.

Intanto condanna e apprensione per l'accaduto è stata espressa dal sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini. “Al ragazzo e alla sua famiglia va tutta la mia solidarietà. Condanno con fermezza quanto accaduto, che rappresenta un dolore enorme per tutta la nostra comunità. Ci impegniamo quotidianamente a fornire modelli positivi, ora spero solo con tutto il cuore che il ragazzo ferito si salvi" ha detto il primo cittadino all'Agi.

Quanto accaduto all'Istituto "L. Einaudi – D. Chiodo" della Spezia è di una gravità assoluta. Allo studente ferito ed alla sua famiglia va la mia sentita vicinanza. Episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società. La scuola è impegnata a trasmettere valori e ad insegnare il rispetto delle persone e delle regole, nel dialogo e nel rifiuto di ogni forma di violenza". Così ha dichiarato il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

"Quanto accaduto oggi nella scuola di La Spezia mostra la permeabilità del sistema scolastico ai crescenti fenomeni di violenza che stanno accadendo in diverse regioni italiane. Il fatto che sia avvenuto all'interno di un istituto professionale crea maggiore preoccupazione. Sosteniamo da sempre che le scuole devono essere luoghi sicuri dove la convivenza civile e il rispetto sono le regole base da cui partire. Esprimiamo preoccupazione – hanno commentato il segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D'Aprile e il segretario regionale Uil Scuola Liguria, Davide D'Ambrosio – educare al rispetto è il primo passo e la scuola in questa direzione fa già moltissimo. Il possesso di armi è un fatto inaccettabile nella scuola. Non sono sufficienti, né risolutivi, annunci di misure esclusivamente repressive, perché il modello americano ha già mostrato tutti i limiti di politiche fondate solo sul controllo. Appare sempre più evidente è la necessità di una alleanza che va ricostruita tra scuola e famiglia, luogo cruciale nel quale far partire ogni modello educativo durevole e condiviso", concludono.

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